Archivio mensile:Marzo 2016

Gli acquerelli del vulcano

di Mino Cucciniello

Si è inaugurata al Museo Nazionale di Napoli la personale di Lino Fiorito  “Vesuvii”, organizzata dal Servizio Educativo con il matronato della Fondazione Donnaregina e con il contributo di Maurizio Marinella, il re indiscusso delle cravatte sempre così attento agli eventi culturali della città, e da Paolo Bowinkel. Quest’ultimo da novembre scorso ha aperto una elegante galleria d’arte in via Calabritto angolo piazza Vittoria continuando così l’antica tradizione della sua famiglia iniziata nel 1879.  La mostra rientra nel progetto scientifico della sezione contemporanea curata da Carla Travierso e Maria Savarese Continua a leggere

Don Antuono e l’apocalisse

di Paolo Isotta

Un filmato messo in rete dal sito fanpage mostra che in alcune sezioni i voti si sono pagati. Sordidi personaggi imboniscono, “consigliano”, dispensano abbracci e pezzi da dieci. Sono immagini vergognose. I pezzi grossi del partito smentiscono, minimizzano, convinti di poter decidere tutto e su tutto comandare. Un napoletano come me non può non indignarsi: ancora una volta veniamo considerati sotto-uomini, immeritevoli della democrazia Continua a leggere

Dacci oggi
il nostro morto quotidiano

di Giuseppe Crimaldi

E’ ancora troppo presto per dire se l’ultimo morto ammazzato a Napoli – un vigile urbano di 60 anni – sia l’ultima, l’ennesima vittima di una camorra spietata e inarrestabile. Forse dietro il suo omicidio c’è dell’altro, o forse no, ma questo importa solo a chi dovrà risolvere il giallo. Fatto sta che la spirale di violenza e l’ondata di sangue che continua a scorrere in città sembra non trovare più argini capaci di dar tregua e riparo allo tsunami Continua a leggere

Il Rione oltre la Grotta

di Lidio Aramu

Fuorigrotta. Basta evocare il toponimo e la mente va immediatamente allo stadio San Paolo ed alla Mostra d’Oltremare. Il primo rappresenta l’alfa e l’omega della napoletanità per molti partenopei, l’altro un vuoto contenitore calato in un grande spazio verde, testimonianza di un’antica illusione. Ma il rione oltre la grotta è anche singolarità della morfologia dei luoghi, accesso alla terra dei Miti dei Campi Ardenti e a quel che resta dell’abbaglio nittiano di una Napoli industriale Continua a leggere