Archivio tag: Roma

Orfeo napoletano

 Renzi vive nel timore di fare la fine di D’Alema che fu costretto a dimettersi da Premier dopo una sonora sconfitta alle elezioni amministrative. Roma, Milan, Napoli, Torino. Solo nel regno di Fassino non ci sono timori eccessivi. Per il resto… E a Napoli spunta un nome tutto nuovo Mario Orfeo. Dal Chiatamone a Palazzo San Giacomo, un nuovo ponte di comando. Samba napoletano. Sulle orme di una pièce teatrale di Vinicius de Moraes intitolata Orfeu da Conceição… Continua a leggere

Il Tronchetto della felicità

 di Giovanni Pasàn

Prefetto o scherzetto, qua sembra un Hallowen continuo, le streghe son tornate, le oche se ne sono andate, Roma volta pagine e tutti tirano un sospiro di sollievo, ancora deve cominciare il processo di Mafia Capitale e pare che si faccia la corsa a dimenticarlo, cacciato a calci Marino, il Forrest Gump della politica, il marziano a Roma,  ora è tutto a posto. Continua a leggere

Le oche del Campidoglio

 di Eduardo Palumbo

Ventisei coltellate al loro sindaco. Farsa Capitale vive l’ultimo capitolo, Roma colpita e affondata. Non hanno voluto commissariare la Capitale per evitare lo sputtanamento nell’anno del Giubileo, sono riusciti a fare di peggio. Conferma, fiducia, rilancio, scontrini, sfiducia, dimissioni, ritiro delle dimissioni, dimissioni in blocco. Olè. Ecco il Commissario. Chi aveva a cuore la reputazione di Roma è servito. Peggio di così neanche Nerone. Complimenti. Come al gioco dell’oca. Si torna al punto di partenza. Ricorsi storici. Le oche del Campidoglio. Continua a leggere

Pasolini e quel fascismo dell’antifascismo

 di Massimo Fini

Soltanto ogni sei anni la domenica coincide con il giorno dei morti. E Pier Paolo Pasolini non poteva morire in un giorno diverso. Quel 2 novembre del 1973 era una domenica. Quasi trent’anni prima, sempre di domenica, era stato ucciso suo fratello Guido, più giovane di lui di due anni, partigiano di ispirazione nazionalista assassinato da guerriglieri comunisti. Due novembre domenica dei morti e di morte. Continua a leggere

I nuovi banditi

 di Pietro Ostellino

Rischiamo di essere alla vigilia dell’instaurazione di un regime privo di un minimo di etica democratica e disposto invece a usare qualsiasi mezzo per mostrare il proprio potere e per colpire i propri avversari, ovvero chi non ne fa parte. Non siamo ancora – a settant’anni dalla caduta del fascismo – una democrazia stabile e matura. Al contrario, siamo un regime infarcito di leggi e leggine il cui solo scopo è quello di ricordare al cittadino che, di fronte allo Stato e a chi lo rappresenta, è un suddito e come tale è trattato.

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Il magna magna di Matteo

 di Marco Travaglio e Davide Vecchi 

 Quanto spendeva Renzi in cene ” di rappresentanza” da presidente della Provincia e poi da sindaco di Firenze? Al confronto, Marino è un dilettante col braccino corto. Matteo il Magnifico faceva le cose in grande. Nel quinquennio alla Provincia (2004-2009), spese con la Visa dell’ente pubblico, cioè a carico dei contribuenti, la bellezza di 1 milione di euro, di cui 70 mila in tre anni per trasferte negli Stati Uniti (anche lui) e 600 mila in ristoranti, anche a botte di mille -duemila euro, per pranzi e cene giustificati (si fa per dire) con ricevute molto generiche e anche comiche: la scritta “pasto unico” sotto conti da 1.855, 1.300 e 1.050 euro è roba da Pantagruel. Continua a leggere

Il sindaco pinocchio se ne va

 di Eduardo Palumbo

Se ne è andato. O meglio l’hanno cacciato. Roma non ha più un sindaco. Ammesso che l’abbia mai davvero avuto. Marino si è dimesso. Sempre più isolato, abbandonato anche da Orfini e dal Pd romano, che ha minacciato una mozione di sfiducia, non poteva fare altro. Il tutore, la nuova giunta, i senatori di supporto, un bel pezzo di partito che si è tappato gli occhi e turato il naso: non è servito a nulla. E soprattutto la città ridotta ad una gruviera, sporca, brutta e cattiva. Ed i romani che ormai non lo volevano neanche più sentire nemmeno nominare. E’ la fine dell’impero del marziano travolto dalle sue stesse bugie. Una fine ingloriosa. Un Paese serio avrebbe commissariato il comune di Roma. Continua a leggere

Bergoglio, una smentita papale papale

di Giovanni Pasan

E’ triste naufragare in un mare di ridicolo. Sino ad ora eravamo abituati a politici che si smentivano l’uno contro l’altro, accuse e controaccuse, un mare di bugie e di sbugiardati, di giornali che denunciavano e uomini di partito che si difendevano: ma mai, davvero mai, si era arrivati a pensare ad un episodio del genere. Questa volta, grazie all’ultima “impresa” di Ignazio Marino, abbiamo assistito ad una cosa che noi umani non avevamo mai visto (altro che Blad Runner). Continua a leggere