di Valerio Caprara
Non sarà un parametro inequivocabile, ma di sicuro il coefficiente di difficoltà aiuta a inquadrare i termini di qualsiasi recensione. In questo senso “Il giovane favoloso” merita il massimo d’attenzione per la rischiosa passione –viene da pensare alla formula cardiologica della “prova da sforzo”- con cui il regista Martone e la cosceneggiatrice Di Majo hanno affrontato la ciclopica impresa di tradurre in un film dalla durata in fin dei conti non soverchiante (137’) tre fasi cruciali della vita di Leopardi.
