Archivio mensile:Marzo 2015

Il calcio spezzato

di Adolfo Mollichelli

Domenica una sola partita alle 15, lo chiamano il campionato spezzatino. Ma è la fine di un sogno. Pasolini (nella foto) che amava il calcio e non resisteva alla tentazione di tirare quattro calci ad un pallone diceva che “Il calcio è una rappresentazione sacra”. E si santificava, naturalmente, la domenica. Ma oggi non è più così: si comincia a giocare il venerdì e si finisce il lunedì, un campionato a puntate. Tutto per la televisione. Una fiction come un’altra. Continua a leggere

Paolo Isotta e il “recchiamme” scatenato

Una legge sull’omofobia? Assurda, sarebbe come voler ghettizzare i ricchioni. A Napoli si chiamano così, gay è un eufemismo inutile. Paolo Isotta, storico della musica e critico musicale del Corriere della Sera, non ama i giri di parole, e non ha paura delle parole. Le lesbiche che si fanno fecondare artificialmente e poi si fingono madri? Mi fanno ripugnanza. I ricchioni sposati? Sono in genere dei padri meravigliosi. Che poi dei ‘ricchioni’ adottino un bimbo… non lo so. Dolce e Gabbana? Credevo fossero due trendy, invece sono due persone intelligenti. E veri italiani.  Continua a leggere

Nostradamus e il Papa malvagio

di Giuseppe Merlino

Nostradamus e Papa Francesco. Profezie e quartine. Che cosa sta succedendo? SI inseguono e si intrecciano le interpretazioni. Ma che cosa dicono le le celeberrime quartine? “Clergé Romain l’an mil six cens e neuf/Au chef de l’an feras election/D’vn gris e noir de la Compagnie yssu/Qui onc ne fut si maling ”. “Il Clero Romano l’anno 1609/All’inizio dell’anno farà elezione/ Di un grigio e nero uscito dalla Compagnia di Gesù/ “Giammai ci fu qualcuno così malvagio”. Continua a leggere

L’americano che vo fa’ ’o napulitano

Napoli vista da un borghese bianco americano. La Napoli dei vicoli e dei bassifondi della canzone, quella delle feste di pazza, dei matrimoni, delle canzone sui camorristi e dei camorristi. Un filone musicale chiamato neomelodici. Jason Pine è un antropologo che insegna al Purchase College della State University di New York. Ha vissuto tredici lunghi anni a Napoli, facendo videoclip per i neomelodici. Ed ha raccontato tutto in un libro. Continua a leggere

Matrioske

di Gianpaolo Santoro

Il Napoli torna a Mosca per la terza volta nella sua storia. C’è già stato ai tempi di Leonid Breznev, l’uomo della burocrazia e della nomenklatura, che si circondava solo di parenti e di fedelissimi, roba che i cerchi magici dei politici di oggi, sono giochetti da asilo. Una politica che insieme ad una forte repressione di regime, finì con l’acuire la distanza tra il partito e la società civile. Ma, nonostante tutto questo, Breznev è passato alla storia per il bacio, questo vero, altro che Andreotti, in bocca al segretario del partito socialista della Germania Est Erich Honecker. Comunismi. Continua a leggere