Archivio mensile:Febbraio 2017

La hot parade di Sanremo

di Iolanda Siracusano

Conquistato un italiano su due davanti al televisore al debutto (50,35  per cento di share, undici milioni trecentosettantaquattromila tele-sanremini) la strana coppia ha tirato un sospiro di sollievo. Il grosso dell’operazione del “Patto del telecomando” è andato, gli ascolti sono record, le casse sono piene, Sanremo è tutta fiori e lazzi, ci mancano i Frizzi ( c’erano però Brignano, Insigna e Cirilli) e nessuno se ne accorge. Continua a leggere

Amici, Sanremo. Da Radio Maria a Tele Maria

di Carlotta D’Amato e Iolanda Siracusano

L’hanno definito il festival di unità nazionale, Rai e Fininvest nel nome della non belligeranza, prima che arrivano i francesi, tanto Sanremo è sempre Sanremo, approfittiamo oggi domani chissà. Tutti a fare i conti in tasca a Conti, intanto la vecchia solfa della canzone nazionalpopolare giunta alla sessantasettesima edizione guadagna un milione e mezzo di euro a puntata, spira forte il vento del populismo, in onda il “Patto del telecomando”, meglio guadagnarci tutti, in un modo o nell’altro qualcosa no? Ed ecco allora il festival col valletto, t’amo pio Bova, il cane eroe che soppianta quelli che cantano da cani, Tenco che se potesse non toccherebbe Ferro, Diletta e di lotta del pallone, Ricky “Un, dos, tres, un pasito pa’delante, Maria..” col cucchiaio e, soprattutto, con l’altra Maria, la Sanguinaria, bianca, fredda con l’unico timore che si vedano le mutande, calcare anche il palcoscenico della città dei fiori, con suoi Amici fra i baby concorrenti e gli Uomini & Donne del pentagramma (anche se radiofestival ha rivelato che  sventola soprattutto l’arcobaleno) “spupazzarsi” dietro le quinte. Manca c’è Posta per te, ma non è detto siamo solo all’inizio. Da Radiomaria a Telemaria. La  messa è cominciata, andate in pace… La storia della serata, la raccontano Carlotta D’Amato e Iolanda Siracusano. Sipario. (g.p.s) Continua a leggere

Mani vuote

di Manuela d’Alessandro

Il dato nitido è che l’aula magna è vuota come neppure al più tremendo dei corsi di formazione professionale (c’è da dire che qui crediti non ne sono previsti). L’unico magistrato in aula, spettatore di se stesso, è uno dei relatori, Pier Camillo Davigo, attorno al quale cresce e poi si smorza una polemica su una presunta diserzione dell’Ordine degli Avvocati milanesi motivata dalla sua presenza di “ospite sgradito”. Continua a leggere

Bersaglio immobile

 di Adolfo Mollichelli

Pronti via e i folletti schizzano in gol. Come al Meazza contro il Milan. Goleada azzurra e goduria massima. Attacco monstre (siamo già a 55 gol) ed Eupalla ci salvi dalla tentazione del “vero nueve”. Due triplette, Hamsik e Mertens e perla di Insigne. E’ la serata delle sette bellezze. Mai il Napoli aveva segnato, nella sua storia, sette reti in trasferta. Devastante. Bologna schiantato e deriso. Una vendetta servita fredda. L’anno scorso la sconfitta a Bologna segnò l’abbandono del sogno tricolore.  Continua a leggere

L’Iran nel mirino di Trump

di Fiamma Nirenstein

II Medio Oriente, strapazzato dalla politica di Obama, subisce adesso l’accelerata ripresa di una rocciosa strada cui Trump si avvia con due gesti divaricati: una vigorosa messa in guardia alla Repubblica Islamica dell’Iran, accompagnata da sanzioni impellenti. E una avviso a Israele: «attenzione» ha detto Spycer, il portavoce, «noi non pensiamo che l’esistenza degli insediamenti sia un impedimento alla pace come diceva Obama, ma riteniamo che costruire nuovi insediamenti possa non essere di aiuto». Continua a leggere

Eurodolori

di Nicola Porro

Per anni Antonio Martino ci ha spiegato di come la costruzione dell’euro fosse pericolosa.
Martino, e noi con lui, venivamo definiti euroscettici. Il pensiero unico vinse. Le tesi di Ciampi, Dini, Prodi e per finire Monti e Letta, prevalsero. Per anni anche noi euroscettici abbiamo pensato con Oa (una serie televisiva e visionaria): «Esistere è sopravvivere a scelte ingiuste». Insomma negli anni, nonostante fossimo contrari all’euro-costruzione, abbiamo ritenuto che mollare sarebbe stato un pasticcio, costoso. Era necessario sopravvivere ad una scelta ingiusta. Continua a leggere

L’insopportabile dittatura
dell’euro-marco di Angela

di Emiddio Novi

C’è voluto un presidente americano per denunciare la colonizzazione dell’Europa da parte dei tedeschi. Donald Trump  ha schierato sul campo Peter Navarro, il suo braccio destro per la politica degli scambi commerciali. Navarro si è limitato a enunciare una verità nota da 15 anni. I tedeschi hanno imposto il loro euro ipersottovalutato per esportare di più e per invadere gli altri Paesi europei con i loro prodotti. L’euro non è altro che un marco camuffato meno forte di quanto dovrebbe valere come proiezione monetaria dell’economia tedesca. Un marco debole consente alle imprese tedesche di esportare a prezzi competitivi. Continua a leggere