di Gianpaolo Santoro
Com’è triste Venezia soltanto un anno dopo con quella piazza San Marco a volto nudo, com’è triste il Carnevale senza le maschere, tutti quegli occhi anonimi che ti scrutano, facce impietosamente al vento che non nascondono nulla, identità rivelate, la fine del mistero, della curiosità. L’eterno gioco della vita si infrange fra controlli e verifiche, non è qui la festa: questo è il Carnevale della paura, il tempo dei califfi ci ha tolto anche questa innocente illusione. Ed allora scaviamo nel passato, quando Napoli era Napoli e Venezia era Venezia, il magico gemellaggio di due città meravigliose che hanno a poco a poco perso il loro fascino, la loro anima. Magie perdute Continua a leggere
