Archivio della categoria: Il Napoletano

Il comune dissenso del pudore

di Gianpaolo Santoro

Com’è triste Venezia soltanto un anno dopo con quella piazza San Marco a volto nudo,  com’è triste il Carnevale senza le maschere, tutti quegli occhi anonimi che ti scrutano, facce impietosamente al vento che non nascondono nulla, identità rivelate, la fine del mistero, della curiosità. L’eterno gioco della vita si infrange fra controlli e verifiche, non è qui la festa: questo è il Carnevale della paura, il tempo dei califfi ci ha tolto anche questa innocente illusione. Ed allora scaviamo nel passato, quando Napoli era Napoli e Venezia era Venezia, il magico gemellaggio di due città meravigliose che hanno a poco a poco perso il loro fascino, la loro anima. Magie perdute Continua a leggere

La violenza del jeans

di Manuela d’Alessandro

La sentenza fece scalpore. Era il 1998 la Corte di Cassazione italiana annullò la condanna per stupro nei confronti di un donna poiché la vittima, una ragazza di 18 anni, indossava jeans aderenti che secondo il tribunale non sarebbe stato possibile sfilare senza la collaborazione della vittima. In America nacque per protesta il Denim Day (che si è tenuto anche in Italia per la prima volta a Milano nel maggio scorso) una campagna nazionale di informazione e prevenzione contro la violenza sessuale. Due studentesse universitarie indiane Diksha Pathak e Anjali Srivastava, nel frattempo, hanno ideato un paio di jeans dotati di un apparecchio elettronico in grado di mandare un segnale al più vicino comando di polizia e, tramite Gps, di indicare con precisione la propria posizione. Sono stati soprannominati i jeans antiviolenza. Ma non erano i jeans di questa sconcertante vicenda.  (g.p.s.) Continua a leggere

Ma Roma non è Londra

di Eduardo Palumbo

Prendiamo schiaffi da tutte le parti, ma quale posto al tavolo dell’Europa che conta. Renzi continua a fare la voce grossa, dal Ghana continua a dare lezioni, ad indicare strade. “Le polemiche lasciano il tempo che trovano, noi siamo l’Italia e ogni anno mettiamo 20 miliardi sul piatto di Bruxelles, avendo indietro, molto meno, 11 miliardi. Vogliamo lavorare ma non prendiamo lezioncine da nessuno dei nostri amici europei.  È finito il tempo in cui l’Europa ci dice cosa dobbiamo fare. Per risolvere problemi complessi non basta fare un comunicato stampa.” Continua a leggere

L’aquila, il tempio e la scimmia

 di Alessio Buccafusca

Phang Nga – Il mare è una tavola e il barchino guizza via veloce, come un aliscafo, e ti chiedi quando si fermerà, perché senti che si fermerà. Al motore manca il pezzo di sopra, è senza copertura, e mette a nudo tutta la sua vecchiaia. E il rumore è quello classico delle cianfrusaglie, un tintinnare che non promette niente di buono. Il mio marinaio ha la classica faccia da marinaio, il volto segnato dal sole e dalla fatica, le rughe che si inseguono e si perdono. Si chiama Atid (ma l’ho subito ribattezzato At) e mai nome mi sembrò più appropriato, visto che da queste parti vuol dire Sole Continua a leggere