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Aiutare Napoli e Juve, il Sistema vuole così

 di Adolfo Mollichelli  

 Veni, vidi (non vidi), var e il bel casino continua. E c’è dell’altro. Rumore di manette, follie da gialli ravvicinati di un certo tipo, farfallina sulla spalla e puf vanno giù. E inconcepibili bugìe: arbitro, vedi la palla si muove, l’ho toccata. Certo, ma dopo aver svitato una caviglia. Povero calcio in terra italica. Dove sei, Rino Gaetano che tanti anni fa avevi già capito tutto di tutto: nun te reggo più. Mi annoio, ah come mi annoio a vedere questo calcio misero su terreni spelacchiati forse piantati dalla sindaca di Roma in stadi brutti e quasi tutti inospitali. Continua a leggere

Mertens e Reina

E la sfida continua…

di Adolfo Mollichelli

 Var(o), Var(o) rendimi le mie luci! Commistione storico letteraria, pensando ad Augusto quando Maroboduo gli consegnò la testa di Varo (rendimi le mie Legioni) e al “Gesù, fate luce” di Domenico Rea. Basta con questi fuorigioco studiati, visionati, sfaccettati, angolati, tridimensionati, costellazionati, influenzati, personalizzati. Incasinati. Basterebbe tornare alla luce, in questi tempi bui. Se c’è luce tra attaccante e difensore è fuera de juego, altrimenti no. Lasciando da parte: alluci, braccia, stomaci, menti con pizzetto o senza. Troppo semplice? Continua a leggere

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Una mano lava l’altra

di Adolfo Mollichelli

In coppa c’era stato lo sguardo ammaliatrice della figlia di Climene, la Dea orobica, e fuori dai giochi. Sul San Paolo epifanico abbagliato dal sole è apparsa Giulietta figlia di Pecchia che faceva occhiolini ammiccanti e i sarriani – siamo uomini non caporali – si sono lasciati sedurre per un tempo e mezzo. Zio Maurizio scriveva e scriveva e i suoi figli prediletti hanno immaginato parole dolci indirizzate alla bella del balcone che attira frotte di turisti da tutto il mondo. Finché non s’è stufato il gigante d’ebano che ha deciso: io la vìolo. Continua a leggere

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Due uomini in fuga

 di Adolfo Mollichelli

Napoli campione d’inverno. Un punto in più della Juve. Non serve a granché ma dà una spinta psicologica e dona ottimismo. Titolo onorifico giunto a capo di una partita stramba ma valida per la cabala: Hamsik che segna ancora ed ha il 17 dietro alle spalle e batte Cordaz che ha una zolletta bianca per capelli al minuto 17 nell’ultima fatica (calcistica) del 2017. Vittoria numero 9 in trasferta, 48 i punti messi insieme, 23 le gite fuori porta senza sconfitte. Per l’eventuale cinquina da giocare al lotto, fate voi. Continua a leggere

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Olé…

di Adolfo Mollichelli

Lassù qualcuno lo ama. Di nuovo in vetta. Scavalcata l’Inter che s’è fermata davanti al bianconero di Udine, terra di orgoglio e storia furlane e del divino prosciutto San Daniele. A Spalletti è bastato Thohir in tribuna per cadere nella filosofica depressione. L’ultima volta che l’indonesiano s’era assiso tra i dirigenti cinesi la Beneamata aveva perduto (in casa) dalla Roma. Continua a leggere

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Natale in bianco

di Adolfo Mollichelli

La giornata dei risultati in bianco. Un omaggio al grande gelo. Il controsorpasso non riesce. L’Inter cinese resta lassù, un punto sopra. La Juve un punto sotto. Il Napoli non sa più vincere. Non segna da due partite. Ultimo gol fasullo (su rigore respinto) ad Udine. Dopo la grande bellezza, la terribile stipsi. Cielo plumbeo, pioggia ad aghi e il viola che non porta certo bene. Continua a leggere

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Il petisso e l’omaccione, la favola è finita

di Adolfo Mollichelli

Et voilà, la ripresa del campionato, la prima dopo il flop nazional popolare – la figuraccia internazionale rimediata contro i figli dell’Ikea – rilancia le legittime ambizioni del Napoli che stende il Milan cinese farlocco in quanto zeppo di italiani (vorrà dire qualcosa?). Avrebbe voluto volare sul San Paolo, l’aeroplanino, Come quelli che una volta pubblicizzavano o minacciavano.

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