Archivio mensile:Maggio 2015

Panza, sostanza, acchiappanza

di Carlotta D’Amato

Anni fa in quella magica preistoria della pubblicità che prendeva il nome di Carosello, mondo fatato popolato da Calimero, “il pulcino piccolo e nero, dall’infallibile ma pelato ispettore Rock che aveva commesso l’errore di “non aver mai usato la brillantina Linetti ”, del “Confetto Falqui, basta la parola “consigliato da Tino Scotti per gli intestini pigri, di Virna Lisi  che “con quella bocca poteva dire quello che voleva”, c’era Francesco Mulè che al risveglio gridava felice “La pancia non c’è più ”, con in mano la lattina di olio Sasso. Beh, oggi dovesse capitare di svegliarsi al mattino senza pancia, sarebbe un disastro… Continua a leggere

Il Regno delle due Salerno

 «Meglio Ronaldo e l’Apache che il dibattito che “ammosc”». Vincenzo De Luca diserta a Matrix il confronto fra i candidati a governatore della Campania e motiva così su Twitter la sua assenza. Non c’è che dire. Meglio del migliore Felice Caccamo, anche se la gaffe è implicita visto che giocava la Juventus. Ma chissà forse lui tifa solo Sarnitana… Siamo agli impresentabili del Regno delle due Salerno

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Radicali, radical chic e radical melodico

 di Paolo Ariete

Non sembra proprio essere un  momento facile per Gigi D’Alessio. Anzi. Come si muove un guaio. “Non molare mai” è stato un suo grande successo. Spesso e volentieri finisce in un’aula di tribunale. L’ultima volta per una lussuosissima Mercedes McLaren, pochissimi esemplari di coupé con portiere ad apertura verticale ispirati ai bolidi da corsa, che costa ben 500 mila euro, non finita regolarmente di pagare. Vicenda che è costato il pignoramento del suo prossimo concerto. Continua a leggere

L’autogol di Diego

A volte basterebbe pensarci un attimo, riflettere, ragionare. Essere sempre presenti a se stessi. Non farsi trasportare dal personaggio, che già di per se è quello è. A volte basterebbe essere ben consigliati. Di certo che ci sono cose che non si dovrebbero dire mai. Poi chi se ne frega ed ognuno fa come vuole. E così ha fatto Diego Maradona nell’ambito della sua personale “guerra” con Equitalia. Giusto tre anni, Maradona non si limitò a sostenere che era al centro del solito complotto ma era arrivato a dichiarare di aver cullato l’idea di un gesto estremo, come avevano fatto già altre persone. In Italia sono più di cento le persone che si sono tolte la vita negli ultimi anni, perché strozzate dai debiti e dalle cartelle di Equitalia. Se il silenzio è d’oro per alcuni dovrebbe essere d’obbligo. Continua a leggere