Archivio mensile:Giugno 2015

I furbetti del clandestino

di Ernesto Santovito

Il triumvirato del Nord. Maroni-Zaia-Toti si oppone alla redistribuzione dei clandestini su tutto il territorio. Lombardia, Veneto e Liguria hanno detto di no. E’ cosa nota.  “Se Onu e Europa non intervengono l’Italia difenda i propri confini nazionali bloccando le partenze dalla Libia. Fare la morale stando al fresco e all’aria condizionata seduti in poltrona è facile, ma il mondo reale è un altro. Forse prima di parlare bisognerebbe capire le esigenze degli italiani.”   Continua a leggere

Quest’insopportabile
ostracismo
nei confronti della Grecia

di Ottorino Gurgo

 Da quanto tempo si trascina la telenovela che ha per protagonista la Grecia ? Dentro o fuori dall’euro, dentro o fuori dall’Europa, aiutata a superare la crisi o abbandonata al proprio disastroso destino ? E’ un tormentone che sembra non esaurirsi mai, che si snoda tra riunioni a ritmo serrato e minacciosi ultimatum. Quanto dovrà durare ancora ? Continua a leggere

Il terzo calzino

di Carlotta D’Amato

Allora dibattito aperto: il terzo calzino da uomo piace o non piace? Questa sorta di perizoma, potrà davvero prendere piede, anzi pene o resterà un gioco (per alcuni di cattivo gusto), un eccesso di tendenza, una moda da passerella? I dubbi sono tanti ed anche le controindicazioni (che lasciamo alla vostra immaginazione) a dire il vero. Calzini, cazzini e mezze calzette. L’estate ci dirà… Continua a leggere

Isso, essa e ‘o malamente

di Giovanni Pasàn

Isso, essa e Benevento. Umberto del Basso de Caro, Nunzia De Girolamo e la città delle Streghe. E’ una storia che abbiamo già raccontato. E come tutte le vicende di Paese, non ce ne vogliano i beneventani, sono storie che non finiscono mai. Ed allora siamo alla seconda puntata. E questa volta, a rendere tutto più malizioso, c’è una seconda donna in ballo, anche se è una vecchia Signora, più o meno aristocratica dipende dai punti di vista: la Juve. Continua a leggere

Elogio a Giorgio

di Gianpaolo Santoro

Ma se Roberto Vecchioni il cantautore di qualità di Luci a San Siro, Samarcanda, Chiamami ancora amore, ex  comunista, l’uomo che era stato chiamato a dirigere quel grande aborto del Forum delle Culture, dice che il politico che più lo convince è Giorgia Meloni e se, solo qualche giorno prima, Adriano Celentano, l’eterno ragazzo della via Gluck che aveva definito il governo Renzi, una dittatura democratica, fa un chiaro endorsement per Matteo Salvini, che diavolo sta succedendo? Continua a leggere

La filosofia del cancelletto

di Daniela Iorio

“Dotto’ e come hashtag che mettiamo sul seipertré?”. “Asc-chee???”. “L’hashtag, dottore: la frase-chiave che deve identificare la sua campagna elettorale. Su facebook, su twitter, tutti scrivono allegando lo slogan ai messaggi, e nel contenitore virtuale restano elencati tutti gli assensi, le foto, gli inviti al voto. Come fa Renzi, no? Ha presente il famoso #staisereno? Ma ci pensate che successo se decine e decine di persone lo usano?”. “Ah… ho capito, ho capito… ehm… embè: diciamo che #facciamosquadra, usiamo questo”.
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