Archivio mensile:Gennaio 2016

Il tamarro col cervello

di Valerio Caprara

Ammiratori della prima ora di Checco Zalone, ne abbiamo accompagnato la sgangherata ma vittoriosa cavalcata contro la deriva della farsa all’italiana;  abbiamo colto il suo grido di dolore per l’ennesima frattura creatasi tra intellettuali e masse popolari; addestrati dal revival di Totò, ci siamo arruolati sotto le insegne della vitalità e della voracità nelle fila del suo esercito in marcia contro depressi, narcisi ed impegnati Continua a leggere

La bomba e il bamba

di Gianpaolo Santoro

Mai come questa volta il confine tra il dramma e la farsa è sottilissimo. Quella bamboletta in rosa più brutta della befana che ha solennemente annunciato alla tv coreana Krt che “Pyongyang ha testato una bomba all’idrogeno  miniaturizzata elevando la potenza nucleare del paese  fornendolo di un’arma per difendersi contro gli Stati Uniti e gli altri suoi nemici” ha aperto uno scenario completamente nuovo, in questo terzo millennio sempre più confuso e sciagurato Continua a leggere

Una sporca guerra
Ma nessuno scappa

 di Gerardo Mazziotti

 C’è chi l’ha definita “la guerra dimenticata”, chi parla di “conflitto ormai fuori controllo”. Lo Yemen è da tempo in guerra: da una parte ci sono i ribelli houthi appoggiati dalle forze fedeli all’ex presidente yemenita Ali Abdullah Saleh e dall’Iran. Dall’altra c’è una coalizione di paesi guidata dall’Arabia Saudita che appoggia l’attuale presidente yemenita Abed Rabbo Mansour Hadi. Una sporca guerra, ma con una particolarità, nessuno scappa. Non ci sono rifugiati yemeniti. Almeno così sembra

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I duecento giorni di don Rafè

                                        di Giovanni Pasàn

Non c’è più un rafaelita che sia uno,  eppure erano tanti, c’era tutto un popolo azzurro che lo aveva eletto simbolo di un euroNapoli che guardava lontano, del resto per due volte era stato eletto allenatore dell’anno dell’Uefa, il professore che insegnava calcio, parole sue sia chiaro( “Una mia virtù? Mi piace lavorare, insegnare. Sono un professore. Mi piace spingere la gente a migliorare ”) Continua a leggere

Renzi e l’Angela custode…

 di Ottorino Gurgo

Forse Matteo Renzi ha trovato un avversario con il quale gli sarà molto difficile spuntarla e che potrebbe rendergli ricco di spine il nuovo anno. Non è Silvio Berlusconi, alla guida di un gruppo politico che si rivela ogni giorno più debole, né Matteo Salvini, troppo ancorato alla sua matrice nordista per sfondare realmente sul territorio nazionale, né Beppe Grillo (o chi per lui visti i suoi propositi di abbandono della politica), né Pier Luigi Bersani con il suo seguito turbolento, rissoso e costituzionalmente votato alla sconfitta

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Bafana Befana

di Gianpaolo Santoro

Eccoli qua due anni dopo i nostri ragazzi, i bafana bafana del Pd nel giorno della befana, la meglio gioventù di sinistra col cuore di destra, i bulletti del parlamentino, arroganti, decisi, spietati, quelli che smacchierebbero anche la mamma, e senza pensarci due volte. I papà no, quello no: dalla bancarotta della Chil Post di Tiziano Renzi alla bancastrarotta Etruria di Pier Luigi Boschi, c’è Carbone per tutti nel sacco della Befana. E meno male che non è Ernesto, perché quello è un altro che moltiplica i guai… Continua a leggere

Quando eravamo a cavallo

 di Lidio Aramu

L’espansione della città di Napoli verso Occidente fu tenacemente voluta da Benito Mussolini. Fu lui, infatti, ad opporsi con forza al disegno di una Triennale d’Oltremare posizionata sul promontorio di Posillipo giacché, nelle sue convinzioni, essa oltre a rappresentare un formidabile strumento per la promozione dell’economia meridionale e nazionale e la valorizzazione del porto potenziato di recente negli armamenti e modernizzato nelle strutture, costituiva l’occasione per attuare una improrogabile bonifica di Fuorigrotta, suburbio degradato e fatiscente di Napoli Continua a leggere