di Valerio Caprara
Una scultura di cristallo. Armonica, raffinata, rilucente, seducente: poi la guardi meglio e scopri una crepa, ti avvicini di più e ne scorgi qualcun’altra. Se poi decidi di sfiorarla, la senti al tatto un po’ ruvida e ispessita. Queste ci sembrano le prerogative di Carol , l’acclamato melodramma dello specialista Todd Haynes: un film ricco di qualità che a un esame approfondito purtroppo può svelare di essere una copia, un ricalco, un’imitazione per quanto virtuosistica Continua a leggere
