di Mimmo Carratelli
Che cosa successe quella sera del 1897 nella sala da pranzo del Grandhotel Quisisana, a Capri, quando vi apparve Oscar Wilde, “alto ed elegante nel lungo soprabito che si apriva a rivelare un panciotto di raso grigio”, però terreo il volto che era stato “roseo e rubicondo” nei tempi felici, e in sua compagnia c’era Bosie, “esile come un narciso, la pelle pallida e i capelli biondi di un bambino”? La sala, tagliata in due da un’arcata sulla quale figuravano “due cortei di grifi, creature per metà aquile col becco adunco e per metà leoni con le zampe artigliate”, era gremita di commensali, in maggioranza inglesi, principi, banchieri, dame d’alto rango, tutto “un luccichio di perle, uno scintillio di sete orientali, un tintinnio di calici preziosi, e sguardi, sorrisi, carezze furtive” lungo i tavoli ordinatamente in fila. Continua a leggere
