Archivio dell'autore: Redazione

Il riscatto di Ascarelli

di Eduardo Palumbo

E’ fatta. Ci siamo riusciti. E non si torna più indietro: a Napoli ci sarà una piazza intitolata a Giorgio Ascarelli, imprenditore, filantropo e fondatore del Calcio Napoli nel 1926. Ebreo, figlio dell’ex vice sindaco di Napoli per la zona Mercato e titolare di una grande industria di tessuti fondata nel 1879, Ascarelli ebbe tantissimi meriti, molti dei quali dimenticati da una città che spesso dimostra di avere memoria corta. Continua a leggere

Il Gene del maiale

 di Gerardo Verolino

Ma avete visto come ridevano di gusto? Non appena il comico maldestro
ha profferito la squallida ed infelice battuta paragonando una scrofa alla povera Claretta Petacci, Floris, il conduttore del programma “Di Martedì”, e il pubblico che chissà perché in queste trasmissioni applaude, inveisce, rumoreggia o sghignazza sempre all’unisono (non basta un capo-claque a istruire una massa) hanno cominciato a darci giù a più non posso esplodendo in una fragorosa e crassa risata. Continua a leggere

Il ritorno della politica

di Emiddio Novi –

Nel mondo del politicamente corretto riappare, così all’improvviso, il razzismo. E la religione islamica si fa promotrice di una rivoluzione etica, teocratica ed etnica. L’Europa è un grande vuoto cinico e disperato. Fino a una decina di anni fa poteva essere definita anche sazia. La globalizzazione e la degenerazione mercatista del liberismo l’hanno impoverita. E in parti consistenti dei popoli europei alla sazietà è subentrata l’ansia per le aspettative decrescenti. Continua a leggere

Parole, parole, parole

di Ottorino Gurgo 

Siamo sommersi dalle chiacchiere, com’è inevitabile in campagna elettorale: promesse, impegni, clamorosi annunci che, come l’esperienza insegna, sono destinati a non avere alcun seguito. La saggezza popolare ha già fatto giustizia di questo fastidioso profluvio di parole. Avverte un vecchio detto romanesco: “Le chiacchiere stanno a zero “. E a Napoli il proverbio è altrettanto esplicito: “Chiacchiere e tabacchere ‘e lignamme ‘o Banco ‘e Napule nun ne ‘mpegna”. (Per i non napoletani: chiacchiere e tabacchiere di legno il Banco di Napoli non ne impegna). Continua a leggere

Le vedove nere
le spose bianche

di Gerardo Verolino

 Arieccole. Alla cerimonia dei Golden Globes, uno dei più importanti premi cinematografici dell’anno è sfilata la solita compagnia di giro delle attrici “paraculo”, altezzose, pretenziose, impegnate, quelle che sotuttoio, e chicazzosietevoi, che, ad ogni occasione buona, si propongono come martire, in questo caso redente, di una società corrotta e misogina popolata da brutti ceffi che popolerebbero la faccia della Terra solo e soltanto per importunarle. Continua a leggere

Fini e l’”esondazione” del Sarno

di Paolo Isotta

Abbiamo tanti motivi per esser grati a Massimo Giletti per la sua trasmissione L’Arena, che poi ha dato troppo fastidio, e per l’attuale, Non è L’Arena, che ne riprende linea e contenuti su di una rete che ha avuto l’intelligenza di farla nascere. Io di solito non guardo la televisione, ma quando il 25 aprile il mio amico Gian Marco Chiocci mi avvisò che ci sarebbe stata una puntata dedicata alla ripugnante vicenda di Gianfranco Fini e dei suoi cari, alla quale partecipava anche lui, non me la persi. Continua a leggere

Monsieur “quenelle”

di Gerardo Verolino –

Le cronache ci dicono che un signore corpulento di un metro e novanta, nativo del Camerun, sboccato, irriverente, blasfemo, scorrettissimo, che somiglia vagamente al cantante Barry White, ha riempito il Théàtre de la Main d’Or di Parigi, all’inverosimile, (come prima il”Dome” di Marsiglia o aTolosa, o in tutti gli altri teatri che calca da trent’anni) dove migliaia di francesi sono accorsi per ascoltare, in evidente visibilio, le sue battute omofobe, razziste, antisemite e misogine.  Continua a leggere