Archivio dell'autore: Redazione

Due Camere, vista governo

di Gerardo Verolino

Quando qualche mese fa accerchiarono la Camera dei deputati a Montecitorio, i grillini, sapevano già dove li avrebbe portati la loro sommossa. Non a rivoltare l’Italia come un calzino per usare la terminologia in voga alla Procura di Milano all’epoca di Tangentopoli. O ad aprire le istituzioni come una scatola di tonno per affidarsi all’espressione del padre di Di Battista. O mandare tutti a fare in culo, dal celebre slogan dei Vaffaday, per riformare l’impalcatura dello Stato dalle fondamenta. O a cambiare l’andazzo della vecchia politica politicante fatta di conciliaboli, caminetti, patti della crostata, inciuci e accordi di varia natura per attuare la loro politica coerente (“governeremo da soli col 51%!”) senza compromessi con nessuno di quei partiti che loro consideravano alla stregua di criminali. Continua a leggere

Pacco, doppio pacco e Bernini

 di Emiddio Novi   

Il Cavaliere spalleggiato da Letta e da tutta l’area aziendal-moderata decide di giocare il tutto per tutto. E pur essendo reduce da una sconfitta elettorale cerca di riaffermare e rafforzare il suo comando sullo schieramento. Comando ultimativo e esclusivo. Qui non si tratta della candidatura di Romani, un uomo legato al Cavaliere da sempre. Anche per affinità televisive. Continua a leggere

No, non erano fascisti rossi

di Giuliano Ferrara –

Ho saputo che era stato rapito nell’atrio della Federazione comunista di Torino, di ritorno da un viaggio a Roma per una riunione alle Botteghe Oscure. Sono passato davanti a via Caetani, che dalle Botteghe Oscure è a due passi, la mattina in cui i suoi assassini l’hanno depositato come un agnello in una Renault rossa, perché andavo a prendere il tassì per Fiumicino tornando a Torino dove vivevo e lavoravo come dirigente comunista e responsabile dell’antiterrorismo. Erano passati cinquantacinque giorni, il tempo dell’unica vera tragedia nazionale vissuta dalla mia generazione. Continua a leggere

Il suicidio della pacificazione

di Emiddio Novi

La grande finanza, come i Cinquestelle, sogna una società anestetizzata dal reddito di cittadinanza. Grillo propone una società senza lavoro perché, dice, abbiamo una capacità produttiva che è di gran lunga superiore alle nostre necessità “. E allora nel nostro futuro ci saranno, secondo Grillo, due società. Ci sarà la minoranza di quelli lavoreranno e saranno produttivi. Poi, tutti gli altri, che vivranno di assistenza. Continua a leggere

Salvini, Di Maio e il bluff

 di Emiddio Novi –

Salvini deve chiudere in un angolo i Cinquestelle. Lo può, lo deve fare. I grillini sono un partito finto sovranista, finto populista, finto eversivo. È un prodotto del mondialismo arancione. Come Occupy Wall Street, Podemos, Tsipras e altri movimenti simil populisti. È un mix di militanza sinistra, di parole d’ordine della destra populista e di una flessibilità inciucista e truffaldina. Continua a leggere

Adolf Grillo

di Gerardo Verolino –

C’è un signore che sostiene non di essere Hitler. Ma di essere “oltre Hitler”. Un signore sul cui blog si possono leggere frasi di questo tipo: “Fosse per me prenderei a cannonate Israele da mattina a sera e gli farei rimpiangere i metodi usati dallo zio Adolf”. E ancora: “Hitler era sicuramente un pazzo malato, ma la sua idea di eliminare gli ebrei era per eliminare la loro dittatura finanziaria”. Questo signore si chiama Beppe Grillo e il blog, infestato di commenti razzisti e anti-semiti, è il suo. Inoltre è il garante, nonché il fondatore e l’ideologo, del Movimento Cinquestelle, il primo partito d’Italia che rischia di entrare addirittura al governo dalla porta principale, con DI Maio a Palazzo Chigi. Continua a leggere

Salvati da Salvini

di Gerardo Verolino –

 Bisogna comunque esser grati alla generosità di Silvio Berlusconi se, a 82 anni e con la possibilità reale che avrebbe avuto di fregarsene altamente di tutto rintanandosi nel suo impero-harem-mondo dei balocchi di Arcore, si è immolato in una campagna elettorale (proprio come fece trent’anni fa quando la gioiosa macchina da guerra occhettiana era pronta a festeggiare la sicura vittoria) che ha consentito a Forza Italia di raggiungere il 15 per cento circa che, sommati ai voti delle altre compagini di centro-destra, ha garantito ancora uno scampolo di dialettica democratica nel nostro Paese. Continua a leggere

Il futuro non esiste

di Franz Krauspenhaar

Lo chiamano mood. Il mio è spesso nostalgico, specialmente di quello che non ho vissuto. Mi sarebbe piaciuto fare il viaggio di Tognazzi ne La voglia matta del 1962, e poi incontrare i giovani sulla spiaggia ma senza essere preso così marcatamente per i fondelli, magari riuscendo a imbastire una storiella con Catherine Spaak. Continua a leggere

Falce & macello

di Gerardo Verolino

Se pensavate che con de Magistris si fosse toccato il fondo del ridicolo, quando, a quasi trent’anni di distanza dalla caduta del Muro di Berlino, lo si vede ancora alzare, lui pubblico amministratore, grottescamente il pugno al cielo, sinistro simbolo del comunismo perduto, per le vie delle città, ad una manifestazione, come è accaduto, l’altro giorno a Roma, quando il sindaco si è presentato davanti alla sede del “Palazzo”, accompagnato da un manipolo di aficionados per batter cassa al governo, inscenando per l’appunto la carnevalesca pantomima del comunista incazzato che protesta perché lo Stato reazionario affamerebbe il suo popolo, sappiate che non avete ancora visto tutto. Continua a leggere