Archivio della categoria: prima-pagina

Matrioske

di Gianpaolo Santoro

Il Napoli torna a Mosca per la terza volta nella sua storia. C’è già stato ai tempi di Leonid Breznev, l’uomo della burocrazia e della nomenklatura, che si circondava solo di parenti e di fedelissimi, roba che i cerchi magici dei politici di oggi, sono giochetti da asilo. Una politica che insieme ad una forte repressione di regime, finì con l’acuire la distanza tra il partito e la società civile. Ma, nonostante tutto questo, Breznev è passato alla storia per il bacio, questo vero, altro che Andreotti, in bocca al segretario del partito socialista della Germania Est Erich Honecker. Comunismi. Continua a leggere →

Il Presidente del Tar

di Eduardo Palumbo

Il primo giorno da candidato a governatore del Pd in Campania lo vive a Salerno, quasi a voler rispolverare l’antica, risaputa antinapoletanità. Dopo quattro rinvii, veleni e lotte interne, questo diabolico meccanismo delle primarie partorito da via del Nazareno, senza regole e senza effettivi controlli, ha partorito un incredibile paradosso. Si candiderà un uomo ineleggibile, un autogol annunciato, comunque la si pensi. Continua a leggere →

Primarie di periferia

di Gianpaolo Santoro

Se Cristo si è fermato ad Eboli, Renzi non è arrivato neanche a Napoli. Il Partito democratico ha dato vita negli ultimi mesi ad una sceneggiata avvincente, chiamata Primarie. Una farsa ricca di colpi di scena, di pugnalate alle spalle, di prove di forza e, forse, anche di buone intenzioni che il Premier-segretario ha volutamente guardato da lontano. Quasi con indifferenza. Perché? Continua a leggere →

Il festival trova le stelle
(nello spazio)

di Carlotta D’Amato

Su, sempre più su. Una volta si volava con la fantasia e con Mimmo Modugno, era la fine degli anni cinquanta, la televisione era appena arrivata e non in tutte le case.

Volare oh oh/ cantare oh oh oh/nel blu dipinto di blu/felice di stare lassù/e volavo volavo/felice più in alto del sole/ed ancora più su/ mentre il mondo/
pian piano spariva laggiù/ una musica dolce suonava/soltanto per me
…

Ed il cuore batteva forte. Era l’ottava edizione del festival della canzone italiana. Ogni siamo alla numero 65 edizione e Sanremo fra le stelle c’è finito davvero, grazie a Samantha Cristoforetti, la nostra amazzone dello spazio, che fa roteare il microfono meglio del mago Casanova. Continua a leggere →

I Conti tornano, però…

di Carlotta D’Amato

l derby dell’ovvio l’ha vinto l’abbronzato su Fazio che strazio. Questo festival, diciamo la verità, era anche il duello della televisione acqua, lampade e sapone di Carlo Conti contro quella della Gauche al basilico e con la puzza sotto al naso di Fabio Fazio, la tivvù nazionalpopolare contro la tivvù nazionalintellettuale, e meno male che, comunque, c’è sempre il telecomando e una galassia di canali, un bel film di Totò e Peppino lo si trova sempre per fortuna. Continua a leggere →

L’Italia della scarpetta

di Carlotta D’Amato

Eccolo qui il bel Paese, luci alla ribalta e red carpet, ancora festival e canzonette, sono spariti i fiori e sono sparite le vallette, c’è una patina di tristezza, la platea non  è quella volta, sembra il dopolavoro delle ferrovie dello stato. Eccolo il Bel Paese, siamo passati dall’Italia si, Italia no, se famo due spaghi di Elio e le storie tese del lontano 1996, all’Italia della scarpetta di Alessandro Siani, il principe abusivo di Sanremo, gaffe, battute e sorrisi… Continua a leggere →

Sanremo, che barba…

di Carlotta D’Amato

Carnevale, Sanremo e San Valentino: riusciremo a resistere anche quest’anno alle liturgie invernali? Maschere, baci e canzonette. E’ la storia d’Italia. E ascolti che si impennano alla farfallina di Belen, mica per una canzone. Quest’anno non ci sono neanche le vallette vere e proprie… Abbiamo però il giglio magico: il conduttore fiorentino con il suo gruppetto di amici. Almeno Renzi è stato accontentato. Continua a leggere →

Trenta marzo 2005

di Gianpaolo Santoro

Era il 30 marzo del 2005, Papa Giovanni contro il volere di tutti si affacciò alla finestra del suo studio per salutare e benedire una piazza San Pietro piena come un uovo: c’erano canadesi, messicani, polacchi e tanti, tanti ragazzi delle scuole milanesi, più di cinquemila. Benedice a gesti: il vecchio e malato pontefice non aveva la forza di parlare, la piazza è percorsa da un brivido di commozione. Due ore dopo la benedizione, Joaquìn Navarro-Valls, portavoce della Santa Sede, annunciò che era cominciata la nutrizione enterale mediante il posizionamento di un sondino nasogastrico, l’inizio della fine. Continua a leggere →