Archivio della categoria: Copertina

Gli Stati Uniti del Sud d’Europa

di Iolanda Siracusano

Globalizzazione. Sembrava la parola magica, la risoluzione di tutti i problemi, il superamento delle ideologie sostituite dal Mercato. L’economia della globalizzazione, la vampirizzazione dei mercati. I più forti diventano sempre più forti, i più piccoli scompaiono. Inevitabilmente. La forbice fra ricchi a poveri allargata a dismisura, mai c’era stato tanto divario. Il risultato è che otto uomini da soli guadagnano quanto metà della popolazione globale. Continua a leggere

La zanzara e la scimmia nello zoo di Sanremo

di Franz Krauspenhaar

Finisce Sanremo con un premio finale al paraculismo delle credenze. Francesco Gabbani, con un testo Battiato-derivativo, nel quale accoppia il panta rei a singing in the rain, su una musica tormentonica similare a quella del Rovazzi re delle classifiche, vince il primo premio. Dietro Mannoia con un lamento femminista tipico che vorrebbe tirar su gli animi abbattuti ma dona l’effetto contrario, per cui suicidio e non se ne parli più. Una Gloria Swanson dall’ugola formato scrivania. Al terzo posto il Meta, una h in meno, una bella faccia, una bella voce ma una canzone scarsa, dove alla fine è “vietato morire”, come una volta, parlando di sesso trasgressivo, si parlava di “vietato vietare”. Continua a leggere

La scimmia nuda balla a Sanremo

di Iolanda Siracusano

Francesco Gabbani, metà uomo e metà scimmia ha vinto con “Occidentali’s Karma” la 67esima edizione del Festival di Sanremo. Sul podio salgono anche Fiorella Mannoia con “Che sia benedetta”, secondo posto, ed Ermal Meta con “Vietato Morire”, terzo posto. Il Premio della Critica va ad Ermal Meta, mentre a Fiorella Mannoia il Premio Sala Stampa “Lucio Dalla” e Miglior Testo. Ad Albano è andato il meritatissimo Premio per l’arrangiamento. Continua a leggere

Il cimitero degli elefanti
Ron, Al bano e Gigi D’Alessio

di Iolanda Siracusano

Meno uno. Soltanto un’altra serata e questo Sanremo possiamo finalmente consegnarlo alla memoria, imprigionarlo fra i ricordi. Siamo alla fine ormai, non ci mancherà, meglio così. Lento, ingessato, pesante, proprio come i due padroni di casa, Carlo Conti e Maria De Filippi che non hanno certo brillato per simpatia o eleganza, due crisantemi dalla città dei fiori. Senza infamia e senza lode, una festival camomilla, sbadigli e voglia di andare a letto. Senza emozioni. Ed è proprio questo il problema vero. Continua a leggere

La hot parade di Sanremo

di Iolanda Siracusano

Conquistato un italiano su due davanti al televisore al debutto (50,35  per cento di share, undici milioni trecentosettantaquattromila tele-sanremini) la strana coppia ha tirato un sospiro di sollievo. Il grosso dell’operazione del “Patto del telecomando” è andato, gli ascolti sono record, le casse sono piene, Sanremo è tutta fiori e lazzi, ci mancano i Frizzi ( c’erano però Brignano, Insigna e Cirilli) e nessuno se ne accorge. Continua a leggere

Mani vuote

di Manuela d’Alessandro

Il dato nitido è che l’aula magna è vuota come neppure al più tremendo dei corsi di formazione professionale (c’è da dire che qui crediti non ne sono previsti). L’unico magistrato in aula, spettatore di se stesso, è uno dei relatori, Pier Camillo Davigo, attorno al quale cresce e poi si smorza una polemica su una presunta diserzione dell’Ordine degli Avvocati milanesi motivata dalla sua presenza di “ospite sgradito”. Continua a leggere

Bersaglio immobile

 di Adolfo Mollichelli

Pronti via e i folletti schizzano in gol. Come al Meazza contro il Milan. Goleada azzurra e goduria massima. Attacco monstre (siamo già a 55 gol) ed Eupalla ci salvi dalla tentazione del “vero nueve”. Due triplette, Hamsik e Mertens e perla di Insigne. E’ la serata delle sette bellezze. Mai il Napoli aveva segnato, nella sua storia, sette reti in trasferta. Devastante. Bologna schiantato e deriso. Una vendetta servita fredda. L’anno scorso la sconfitta a Bologna segnò l’abbandono del sogno tricolore.  Continua a leggere