Archivio della categoria: Copertina

Cambiamento sì, ma in peggio

 di Ottorino Gurgo 

 Bisogna dare atto a leghisti e pentastellati di non aver mentito nel definire l’esecutivo da loro costituito come “il governo del cambiamento”. È vero. Nei pochi mesi trascorsi da quando sono alla guida del paese, i gialloverdi hanno realizzato molti cambiamenti e molti altri, stando agli annunci dei loro due leader, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, si propongono di realizzarne nei mesi a venire se rimarranno al potere. Continua a leggere

Rivoluzione Referendum

 di Ottorino Gurgo  –

 Molte delle riforme che i cinquestelle affermano di voler realizzare per cambiare radicalmente il volto del nostro paese sono destinate a restare lettera morta anche perché lo scontro con quella che Niccolò Machiavelli chiamava ” La realtà effettuale” ne rivela l’irrealizzabilità..Ma c’è una riforma tutt’altro che secondaria che Di Maio e i suoi adepti faranno di tutto per condurre in porto. Si tratta della istituzione del cosiddetto referendum propositivo.

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Ogni giorno, ogni ora, ogni istante

di Adolfo Mollichelli –

Il giorno della memoria, la memoria di quei giorni in cui l’Uomo si perse nei meandri oscuri della Disumanità. Non so in quanti hanno visto il film “Il figlio di Saul”, forse il documento più terribilmente vero delle atrocità del nazismo, l’eliminazione degli ebrei. Auschwitz, l’inferno sulla terra. Visitai, anni fa, in occasione di una partita dell’Italia a Cracovia, quel luogo dell’orrore. E non fui più lo stesso uomo di prima. Fu da quella volta che maledissi le violenze degli uomini su altri uomini. Tutte, indistintamente. La perfidia dei nazisti è tutta scritta lì, sul cancello d’ingresso di Auschwitz Birkenau, la porta che insegnava la strada: un binario morto, l’ultima fermata. Continua a leggere

The sport must go on

di Adolfo Mollichelli

La solita ipocrisia, la solita fuffa, le solite parole vuote. La finale della Supercoppa italiana – tra Juve e Milan – in Arabia non s’ha da fare. “Non la vedrò” tuona Matteo. E mi vien da dire e chi se ne frega. E poi non ci credo. Perché il ministro che ama vestire la divisa è tifosissimo del Milan, la vedrà, statene certi.  Continua a leggere

Spalletti fa nero Ancelotti

di Adolfo Mollichelli –

Babbo Natale s’era affacciato sul campionato con i volti di Pellissier e di Quagliarella, vecchietti impenitenti col vizietto del gol. E con il viso glabro di Meret che aveva salvato per ben due volte Sopracciglio Alzato ed i suoi prodi contro la Spal, vecchio amore. Letto all’incontrario, e con un cambio di vocale, il nome del portierino azzurro si avvicina a quello del turco vincente: Terim. Anagrammando vien fuori terme e si sa quanto facciano bene alla salute che come diceva Troisi è ‘a primma cosa. E il pipelet ne ha proprio bisogno. Nomina sunt consecuentia rerum  e, da questo punto di vista è garanzia di successo quel cognome tronco, come Zoff, la stirpe dei Buffon. Tra i giovani virgulti ci sarebbe anche Scuffet ma credo che si sia perduto per la strada. Continua a leggere

Il presepe della politica

di Gerardo Verolino –

“Te piace ‘o presepio?” “No, nun me piace” “Ma come, quello il presebbio è una cosa religiosa..” “Una cosa religiosa? Nu presebbio con due San Giuseppe ricchioni vestiti di rosa,  le prostitute, le pecore nere, i manichini, i canotti, Adolf Hitler e magari gli zampognari che suonano Bella ciao al posto della novena? Ma che dicite papà?”. Così avrebbe risposto, oggi Nennillo, interrogato dal padre, il candido Luca Cupiello, nella celebre commedia “Natale in casa Cupiello” di Eduardo de Filippo. Tutti conosciamo il significato storico, religioso e simbolico della rappresentazione del presepe che, ogni anno, fa rivivere, plasticamente, l’evento della nascita di Gesù Cristo. Continua a leggere

Faraoni & coglioni

di Adolfo Mollichelli

C’è stato qualcosa di strano nella luna di Liverpool. Lo sfumarsi del sogno ed il brusco risveglio. E cercando di ricordare le immagini oniriche non sai più chi sei e dove stai: se nella realtà o nella fantasìa. Si chist è ‘nu suonn nun me scetà. Sarebbe stato meglio. Se non passeremo, saremo dei coglioni (ehm) Ancelotti dixit e forse avrebbe potuto usare il termine zebedei, più elegante. Mi chiedo come si sia sentito il povero Allan tra tanti, troppi compagni mancanti dei cosiddetti, insomma gli attributi. Il brasiliano che prega ad ogni inizio di partita – e nel mitico Anfield sì che devi chiedere qualcosa in più al cielo – e un po’ di Albiol, di Koulibaly e Fabiàn Ruiz.

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Black Friday, sconto scudetto?

di Adolfo Mollichelli – 

 E dopo il notturno suonato a Berghèm da Milik che è polacco come Chopin, tutti gli occhi sono puntati sul derby d’Italia, così definita la sfida tra Juve e Inter che si gioca di venerdì e insomma ci sta pure un bel black friday. Tra aneliti, ansimi, sospiri, agli e fravagli resta ancora viva la fiammella di speranza per l’esito di un torneo che a Bergamo Alta (stupenda) e Bergamo Bassa (incolore, inodore e insapore) avrebbe potuto pronunciare la parola fine, una sentenza definitiva. Restano otto i punti di distacco da Madama, va be’ otto e mezzo alla Fellini per lo scontro diretto perduto, e grande merito va alla tribù azzurra di Sopracciglio Alzato che come a Genova sotto la Lanterna ed il diluvio alza il totem della vittoria sul filo di lana. Continua a leggere

Le alternative impossibili

di Ottorino Gurgo

Sarebbe un errore dare per scontata, a breve termine, la caduta del governo gialloverde. Certo la rottura con l’Europa, le crescenti difficoltà della situazione economica, l’esistenza di contrasti su tutti o quasi tutti gli argomenti tra Carroccio e Cinquestelle non sono segnali positivi per l’esecutivo e farebbero pensare che esso non si destinato ad una lunga vita… Continua a leggere