Archivio della categoria: Il Napoletano

E gli bucherei a sassate la testa

di Michele Caccamo

 Ecco, ve li offro i miei prigionieri della tristezza: quegli uomini comuni che rimangono pazienti in attesa del Paradiso, o dell’Inferno che sia. Da questa parte della terra la luna ha un lavoro consueto: cade in mezzo alla notte aprendosi chiara e straziante, come volesse mettere un gioiello, un giglio per l’eterno nei paesi; come volesse dare la parola alle strade Continua a leggere

Per un pugno di petroldollari

di Gianpaolo Santoro

 Diplomazia, giustificazioni, strategie. L’Italia dopo la bufera dell’astensione sulla vergognosa risoluzione Unesco ha cercato di reagire, di salvare la faccia: prima la sfuriata di Renzi che faceva finta di essere all’oscuro di tutto, poi la ricerca di un colpevole . Ma ormai il gioco è a carte scoperte, l’Italia si è astenuta perché   “alleata” con il Qatar per far eleggere  l’ex ministro della Cultura Hamad Bin Abdulaziz Al Kawari, attualmente “consigliere culturale dell’emiro” al Thani, nuovo direttore dell’Onu per Educazione, Scienza e Cultura dell’Onu Continua a leggere

Emergenza rifiuti
La Serbia chiama un napoletano

di Franco Meda

“Zrenjanin nella Serbia settentrionale, è la città più popolata del Banato serbo e la terza dell’intera Voivodina, dopo il capoluogo Novi Sad e Subotica. E’ una città di circa 200 mila abitanti situata nella regione più ricca e prospera della Serbia, che appunto è la Vojvodina.  A Zrenjanin è situata la discarica regionale, una vera e propria bomba ecologica…” Continua a leggere

Il fantasma dei moderati

di Corrado Ocone

Perché in Italia non è mai sorto un partito assimilabile ai Tories inglesi, ai gollisti francesi, ai democristiani tedeschi o ai repubblicani americani? Perché, in altre parole, il “benpensante” di destra, borghese, liberale, conservatore, uomo per definizione d’ordine e attaccato ai valori dello Stato, non ha espresso mai una proposta politica autonoma Continua a leggere

Vincitori & vinti

di Antonello Grassi

La drammatica alternativa di Renzi: vincere o stravincere. Se passa il no il capo del governo diventa il leader del partito dei riformatori, un partito che può contare su un elettorato che, secondo i sondaggisti più pessimisti, raccoglie il 47 per cento degli italiani. E che presto o tardi, grazie alla stravaganza – diciamo così – del fronte opposto, andrà al governo del paese essendosi liberato della zavorra di partito Continua a leggere