di Ottorino Gurgo
Dal “diario immaginario” di Pirandello, tratto da “Marta e il Maestro” edito dalla Casa editrice Leucotea.
Mercoledì 7 ottobre 1925 È la fine, è la fine. Mi domando, chiuso nella mia stanza al “Plinius”, se continuare a vivere abbia per me ancora un senso o se non farei bene a porre fine, una volta per tutte, a questa mia disperata esistenza. Forse ho perduto per sempre la mia Marta in questa atroce notte di Como perché è accaduto quel che non sarebbe mai dovuto accadere. Continua a leggere
