di Adolfo Mollichelli
Noia, la noia quasi assoluta. Per i commenti non commenti di Zac (Zaccheroni) che ha timbro di voce che assomiglia a quello di Arrigo (Sacchi) ma spesso incomprensibilmente monotono. Per il gioco farraginoso degli azzurri.
di Adolfo Mollichelli
Noia, la noia quasi assoluta. Per i commenti non commenti di Zac (Zaccheroni) che ha timbro di voce che assomiglia a quello di Arrigo (Sacchi) ma spesso incomprensibilmente monotono. Per il gioco farraginoso degli azzurri.
di Enrico Mentana
Nel rissoso saloon della politica italiana, dove tutti accusano tutti, dove si è sempre al primo giorno di campagna elettorale, c’è un solo grande assente: la capacità di prendersi le proprie responsabilità, mai. Continua a leggere
di Maria Giovanna Maglie
Lo stato delle cose reale aggiornato a sabato pomeriggio? Che Donald Trump e per lui il suo segretario al Tesoro Steven Mnuchin hanno strappato un primo grande successo imponendo a Baden-Baden alla riunione dei ministri delle Finanze del G20 una dichiarazione finale nella quale è finita nel cestino la parte fieramente contro il protezionismo di solito affermata, e invece si parla di regole più corrette nel commercio fra le nazioni. Quindi se a Washington poche ore prima la Merkel in campagna elettorale faceva muro, a Baden-Baden la nuova fase politica ed economica è cominciata. Continua a leggere
di Ernesto Santovito
Tutto è azzurro a Napoli. Anche la malinconia è azzurra scriveva Libero Bovio.
Ed ora che il sogno, quel sogno, è malamente bruciato, la città è malinconica e azzurra. Due volte in vantaggio, a Madrid come a Napoli, due volte non è bastato. In italiano esistono due parole, sonno e sogno, ma il napoletano, come osservò acutamente Erri De Luca, ne porta una sola, suonno. Il Napoli per due volte è andato in vantaggio con i suoi folletti (Insigne e Mertens) alimentando il grande sogno, ma poi lentamente si è tutto trasformato in un grande suonno. Continua a leggere
di Fabio Scuto
L’ hotel con la peggiore vista del mondo spunta sul lato della strada appena oltrepassato il checkpoint israeliano sul Muro di sicurezza alla Tomba di Rachel che circonda la città. II suo nome è già un programma: «The Walled Off Hotel». Continua a leggere
di Gerardo Mazziotti
Quasi che gli italiani non fossero afflitti da mille problemi esistenziali ( disoccupazione, malasanità, corruzione, terremoti devastanti, criminalità organizzata, migranti, terrorismo, debito pubblico in aumento, povertà crescente e pensioni scandalose, conflittualità della classe politica e quant’altro ) i telegiornali e i giornali si ostinano a informarci ogni giorno che Dio manda in Terra delle grane giudiziarie della sindaca di Roma Virginia Raggi e delle proteste popolari contro il presidente americano Donald Trump ( hanno deciso di scendere in piazza per esprime la loro indignazione anche i miliardari divi hollywoodiani ). Continua a leggere
di Giuseppe Mazzella
Il ricordo personale di Roberto Fiore, il grande presidente del Napoli di Sivori ed Altafini nei primi anni sessanta, morto l’ altro giorno a 93 anni è legato per me – vecchio cronista locale – a due episodi rimasti indelebili nella mia memoria dai quali tuttavia posso ricavare considerazioni mature sull’ importanza del Personaggio non solo per il Calcio Napoli ma per una Umanità e per uno stile che oggi sembrano scomparsi. Continua a leggere
di Gian Antonio Stella
«E si combattono non come un popolo imparentato, non come avversari prossimi, ma come nemici estranei, di stirpe straniera, infierendo reciprocamente con tanta crudeltà…» Fatta la tara a tutte le differenze di epoca e di gravità, lo scontro nel Pd ricorda davvero, almeno un po’, lo sconcerto del biografo di Federico Barbarossa, Rahewino, davanti all’ostilità che divideva fra loro le genti lombarde: ma come possono odiarsi tanto? Certo, lo scontro non riguarda tutti. Anzi, sono in diversi gli uomini di buona volontà che ci provano, in questa che potrebbe essere l’ultima assemblea del partito, a trovare una mediazione. A implorare gesti di apertura da una parte e dall’altra. Niente da fare. «Ormai c’è troppo rancore. Troppo…», sospira Luigi Berlinguer. Continua a leggere
di Adolfo Mollichelli
Riprende il cammino dopo la scampagnata madrilena. E’ il successo degli innocenti in silenzio. Tre pandorini ed è festa: Insigne, hombre di cazzimma; Hamsik, il capitano stavolta senza paura; Zielinski, il polacchino ritrovato. Solito gol al passivo, di Meggiorini. E così s’è divertita anche Giulietta. Continua a leggere
di Giuseppe Crimaldi
Nessun dialogo. Ma anche (e soprattutto): nessuna pietà. Nemmeno per i morti. A chi ancora si chiede come ci si possa sedere ad un tavolo delle trattative, quando dall’altra parte c’è l’ottusità e la cattiveria, poniamo il quesito. Continua a leggere