Archivio della categoria: Il Napoletano

Gola profonda

 di Manuela d’Alessandro  

 Lo pseudonimo “Gola Profonda” venne usato dal giornalista del Washington Post Bob Woodward  per indicare l’informatore all’interno delle istituzioni americane che lo aiutò nell’inchiesta sullo scandalo Watergate  che avrebbe portato alle dimissioni del presidente degli Stati Uniti Richard Nixon. La vicenda di malaffare di Lodi che ha portato all’arresto del sindaco Simone Uggetti, nel suo piccolo, ha la sua Gola Profonda Continua a leggere

Bellino, anzi bellissimo

 di Gaetano Borrelli

Negli anni Settanta il mio  primo maestro, Enrico Marcucci,  pubblicava una grande (per dimensioni e contenuti) rivista patinata in occasione del  Lotteria. Turismo e ippica, i temi trattati. Si chiamava Gran Premio. A me, giovane apprendista, Marcucci affidava il compito di “rompere le scatole” ad Angelo e Ruggero Rossi,  titolari dell’ “Arte Tipografica”, la storica tipografia di Palazzo Marigliano Continua a leggere

Destra e sinistra
ormai non esistono più

 di Ottorino Gurgo

Il parallelo sfaldamento della destra e della sinistra (la prima è letteralmente a pezzi; la seconda è lacerata da permanenti contrasti interni destinati, con ogni probabilità, ad esplodere clamorosamente quando, in ottobre, si svolgerà il referendum sulla riforma della Costituzione) induce a domandarsi se queste due categorie che hanno da secoli fatto da contrappunto alla vita politica, esistano ancora nel nostro paese

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A carte scoperte

di Eduardo Palumbo

Salvini va da Donald Trump, l’uomo che ha sbaragliato tutti, democratici e repubblicani insieme. Berlusconi (congela Bertolaso) e va da Alfio Marchini, Arfio il palazzinaro che ha il pallino della politica e che onorando il padre voleva fare le primarie del Pd e, rifiutato, ora si ritrova come “indipendente” dall’altra parte, cioè nel centrodestra italiano. Denis Verdini va da Renzi, al Nazareno, per rifare il Patto, questa volta senza il Cavaliere (almeno per il momento) e per formalizzare ufficialmente il ruolo di Ala nell’ambito della maggioranza di governo, per chiudere la farsa dell’appoggio che c’è ma non si dice

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Codice & ormoni

 di Eduardo Palumbo

C’è un film nei nostri cinema “L’hermine”,  “La corte” (premiato per la migliore sceneggiatura alla Mostra del cinema di Venezia) che racconta di un giudice innamorato. Un film “pudico e lieve che non riesce però a irrobustire drammaturgicamente i temi messi in campo” come ha scritto Valerio Caprara. Eppure a volte basterebbe riscrivere quello che ci regala la cronaca… Continua a leggere