di Valerio Caprara
Film asciutto, antiretorico, equanime e doloroso. Martin Zandvliet affronta una vicenda reale a cui il proprio paese e l’opinione pubblica internazionale non s’erano mai interessate. I soldatini inconsapevoli e non addestrati costretti a rimuovere il maggior numero possibile dei due milioni di mine sepolte proprio dagli occupanti hitleriani nelle spiagge delle coste Continua a leggere
