di Valerio Caprara
Mettiamola così: da una parte l’uomo dagli occhi azzurri e l’espressione malandrina e l’attore padrone della battuta e della scena, il personaggio mai volgare, un po’ comico e un po’ romantico, il vendicatore nazionale del botteghino perduto e il beniamino della napoletanità che sta per officiare nel tempio del San Carlo lo spettacolo scritto con Maradona e interpretato dallo stesso in memoria e onore dello scudetto vinto dagli azzurri; dall’altra i critici che passano per essere astrusi, arcigni e invidiosi del successo. Continua a leggere
