di Valerio Caprara
Il regista Benchetrit che con “il condominio dei cuori infranti “ ha adattato per lo schermo la propria autobiografia “Chroniques de l’asphalte” merita l’attenzione degli spettatori non cloroformizzati dalla marmellata di tanto presunto cinema d’essai: il realismo umanistico (più che banalmente “sociale”) del suo svolgimento risulta, infatti, filtrato da un clima di trasognata sospensione e raffinato sentimentalismo Continua a leggere
