Archivio tag: Adolfo Mollichelli

Juve-Napoli, dove eravamo rimasti?

di Adolfo Mollichelli –

Ed ora, chissà come lo trascorreremo questo cooling break innaturale che durerà fino alle 6 della sera del sabato del villaggio, espressione della teoria del piacere leopardiana. E sì perché la pausa di raffreddamento (cioè il cooling break) sarà tutto un fuoco che coverà sotto la cenere dei desideri. Quello del conte Max che medita l’allungo. Quello di Sopracciglio Alzato che desidera sedersi sulle rive del Po e veder passare il cadavere della sua nemica. Insomma Juve-Napoli, da qualche anno le più belle del campionato ed anche le più forti, le contendenti per antonomasia. Continua a leggere

A est di Lorenzino

di Adolfo Mollichelli –

 L’uomo che sussurrava ai cavalli ha sussurrato l’idea al pony express di Frattamaggiore. Dall’amica geniale della Ferrante all’idea geniale di Sopracciglio Alzato. Dalla cavalla acquistata per 75mila euro e che presto sarà reginetta di Chantilly – luogo che rimanda ai moschettieri di Dumas – al cavallino che se continua così varrà una barca di soldi in più e Aurelio Primo si fregherà le mani. E magari acquisterà una barca più grande per il prossimo tuffo estivo di Carletto, a cufaniello. Continua a leggere

Uno sputo di campionato

 di Adolfo Mollichelli –

Eravamo quattro amici al Var e tra un bicchier di coca e di caffè tiravi fuori i tuoi perché. Già, perché tanti, troppi errori non vengono sanati? Ah, saperlo. Quattro giornate e fin troppe macchie. Piange l’Inter, piange il Torino. Non piange la Juve perché per mandare fuori Douglas Costa c’è voluto l’ultimo atto da romanzo criminale: lo scaracchio indecente. E la gomitata e la testata di prima? Niente. Social scatenati con ognuno degli scriventi a tirare acqua al proprio mulino del tifo. Continua a leggere

La rivoluzione “scarzimma”

di Adolfo Mollichelli

 Risale al mese delle rose, 28 maggio, l’unica vittoria dell’Italia nelle ultime nove partite. Mancini spezzò le reni all’Arabia Saudita: 2-1 e finale thrilling con Donnarumma a salvare il risultato. Era un’amichevole. Definire penosa l’esibizione in terra lusitana, è dir poco. Ma va detto e scritto. Tira aria di buonismo attorno a questa nazionale a brandelli. Continua a leggere

Portogallo, sostieni Mancini…

di Adolfo Mollichelli –

La prima Italia di Mancini detto il Mancio nella Bologna che lo battezzò campione di rara bellezza è stata ad un passo dall’essere deprimente. Forse incantata dalla superiorità  tecnica e tattica messa in mostra dai polacchi che sono pur sempre figli di Chopin. Nella città di Lucio Dalla, più di attenti al lupo altro non s’è ascoltato. Continua a leggere

Come prima, più di prima

di Adolfo Mollichelli –

 Due giornate da ricordare. E due recuperi da fare: Milan-Genoa e Sampdoria-Fiorentina. Con la viola capolista virtuale insieme con Juve, Napoli e Spal. Il nuovo campionato sa d’antico. Per ora, rinnovano il duello bianconeri e azzurri. Milano già attardata deve operare altrimenti nisba anche quest’anno. Roma capoccia abbassa la testa. Giallorossi bloccati in casa dall’Atalanta, vera Dea. Lazio ancora a zero punti.  Continua a leggere

L’eroe dei due mondiali

 di Adolfo Mollichelli

 La conoscenza è antica. Fin dai primi passi suoi fuori campo, cioè da allenatore. Come secondo di Arrigo Sacchi detto Righetto e pure l’ayatollah di Fusignano. Ce lo trovammo accanto nella tribunette americane durante l’Usa Cup ’92. Era armato di registratore e “fissava” nella mente e nella bobina i movimenti dei calciatori in azione. Dati preziosi che avrebbe girato a Righetto che ne avrebbe fatto tesoro. Certo che era una radiografìa abbastanza pallosa, quella cui era costretto il buon Ancelotti, detto Carletto. Continua a leggere

La farfalla col mitra

di Adolfo Mollichelli –

E’ come il caveau della banca più ricca del mondo. Per nome ha scelto una sigla che sa di bus circolare: CR7. E’ bello, alto, impettito, muscoloso e si diverte a giocare al pallone come pochi. E’ tutto esageratamente extralarge nel mondo reale, che appare virtuale, di Cristiano Ronaldo da Funchal, santificata grotta dell’isola di Madeira. Dati scientifici alla mano dicono di lui che sia un fenomeno. Continua a leggere

Alé le Bleus, grazie Croazia. Dopo solo il diluvio

di Adolfo Mollichelli

 Tetelestai. Tutto è compiuto. La frase biblica ci sta tutta perché anche a Mosca il cielo s’è squarciato sui protagonisti del mondiale, detto di Putin. E infatti lo zar era l’unico ad essere protetto da un ombrello durante il diluvio che ha inzuppato Macron, la bella bionda presidentessa croata e tutti gli altri vip e meno vip durante la cerimonia di premiazione. Continua a leggere