di Gianpaolo Santoro
E venne il giorno di Mattatia, il dodicesimo apostolo. Quello che prese il posto del traditore Giuda Iscariota. Così dice la Bibbia. Continua a leggere
di Gianpaolo Santoro
E venne il giorno di Mattatia, il dodicesimo apostolo. Quello che prese il posto del traditore Giuda Iscariota. Così dice la Bibbia. Continua a leggere
di Gerardo Mazziotti
Il signor Beppe Grillo, geniale comico ma pessimo politico, non perde occasione per manifestare il suo disprezzo per l’Orco di Arcore, che chiama “psiconano” (come se lui fosse più alto e non lo è) colpevole, secondo lui, delle peggiori nefandezze. Continua a leggere
di Eduardo Palumbo
Catenaccio. Cioè scheda bianca. Si aspetta quando i giochi sono più facili, altroché il coinvolgimento di tutti, basta con i giochetti, le pretattiche, i veleni ed i franchi tiratori. Aspettiamo la quarta votazione. Prudenza, massima prudenza. Continua a leggere
di Gianpaolo Santoro
Una donna al Quirinale. Renzi, si sa, ama apparire come l’uomo del cambiamento e della rottamazione. E, si sa anche questo, per lui il colore della politica è rosa. Ha affidato il delicatissimo ministero per le Riforme Costituzionali ( l’architrave che regge il Patto del Nazareno) a Maria Elena Boschi, la Penelope del Parlamento. E si è giocato un bel po’ di credibilità per imporre Federica Mogherini alla guida de delicatissimo ministero degli affari esteri e la politica di sicurezza dell’Unione, proprio ai tempi in cui l’Europa è ferita morte dalla jihad, dalla guerra santa. Continua a leggere
di Stefania Cantatore *
Più di una serie di leggi degli ultimi anni che si sono rivelate inefficaci quello veramente che serve è una politica della mistione. Nella sua relazione dell’apertura dell’anno giudiziario il presidente della Corte di Appello di Napoli, Antonio Buonajuto ha ricordato che in Campania i casi di femminicidio sono aumentati del 22 per cento rispetto all’anno precedente. Un dato ancor più allarmante se si tiene conto che negli ultimi tre anni la Campania presenta il più alto numero di femminicidi tra le regioni italiane Continua a leggere
di Mimmo Carratelli
Eccolo qua il 2015, il terzo di Papa Francesco ed il secondo dell’era Renzi. L’ultimo del regno di Giorgio Napolitano, il primo di chissà chi lassù sul Colle di Roma città aperta alla mafia. Il 2015 nel calendario cinese è l’anno della capra. E come prospettiva basta avanza. Continua a leggere
di Gerardo Mazziotti
Suscitò scalpore e indignazione l’intervista di Carmine Schiavone trasmessa nel mese di novembre 2013 dalle “Iene” di Italia Uno e poi ripresa da molte emittenti locali. Il camorrista pentito parlò delle dichiarazioni rese negli anni ‘90 alla Commissione bicamerale d’inchiesta sui rifiuti tossici interrati ad opera della camorra nelle campagne della Campania (un tempo) Felix. Continua a leggere
di Eduardo Palumbo
Caduta l’antica pregiudiziale della questione morale dei comunisti e dei post comunisti (“La questione morale esiste da tempo – diceva Enrico Berlinguer – essa è diventata la questione politica prima ed essenziale perché dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle istituzioni, la effettiva governabilità del paese e la tenuta del regime democratico “) sotto i colpi degli scandali del Mose, di Mafia Capitale, delle cooperative sociali, di Peinati e del vecchio compagno G, ora non resta che abbattere una volta per tutte l’ipocrisia dei predicatori rossi, i moralisti miliardari, i sacerdoti dell’etere pronti a scagliarsi contro tutti e contro tutti, quelli col cuore a sinistra ed il portafogli a destra. Continua a leggere
di Gianpaolo Santoro
Un anno di Renzi. Flaiano da qualche parte stropiccerà le mani e sorriderà. Dando uno sguardo da queste parti si sta godendo 55 anni dopo la migliore messa in scena di “un marziano a Roma”, altro che Compagnia del Teatro Popolare Italiano, questa volta è proprio il popolo italiano a dar vita alla sua commedia, quella volta fu un clamoroso insuccesso, questa, invece, un trionfo secondo sei italiani su dieci, ma di quelli che vanno al voto, ormai una minoranza da difendere, i Panda del voto. Continua a leggere
di Gerardo Mazziotti
Quando nel 1994 Silvio Berlusconi decise di “ scendere in campo” per realizzare una rivoluzione liberale convinse gente della statura di Lucio Colletti, Piero Melograni, Saverio Vertone, Giorgio Rebuffa, Marcello Pera, Giuliano Ferrara, Alfredo Biondi, Vittorio Dotti, Carlo Scognamiglio, Gianni Baget Bozzo, Giuliano Urbani, Antonio Martino, Giulio Tremonti, Giuseppe Pisanu, Domenico Siniscalco, Renato Ruggiero e moltissime altre personalità della cultura e della politica. Continua a leggere