di Gianpaolo Santoro
Ιντιπέντενζα, già indipendenza. Il vecchio, grande, inarrestabile cuore greco ha battuto forte per una notte. La fontana rossa, le bandiere, la gioia, l’orgoglio. Vade retro Europa. Vade retro Germania. Continua a leggere
di Gianpaolo Santoro
Ιντιπέντενζα, già indipendenza. Il vecchio, grande, inarrestabile cuore greco ha battuto forte per una notte. La fontana rossa, le bandiere, la gioia, l’orgoglio. Vade retro Europa. Vade retro Germania. Continua a leggere
di Mimmo Carratelli
Nessuna ossessione per Benitez. Una parte della tifoseria (come definirla diversamente nel nostro caso?) ha ancora il madrileno nel cuore e nella mente. Non ci sarebbe niente di male se la nostalgia per Rafa non si trasformasse in molti casi in un più accentuato scetticismo sulla “svolta” con Sarri. Continua a leggere
di Gerardo Mazziotti
Gentili Magistrati della Procura della Repubblica di Napoli, dato che la sentenza di condanna di Silvio Berlusconi e di Walter Lavitola è stata emessa in nome del popolo italiano e, quindi, anche in nome mio penso di avere il diritto di esprimere il mio dissenso. Continua a leggere
di Ottorino Gurgo
Angela Merkel e quanti condividono il suo progetto di un’Europa a conduzione tedesca, fanno mostra di voler ignorare l’esito del referendum svoltosi in Grecia lo scorso 5 luglio. Continua a leggere
di Angelo Vaccariello
Mentre l’Europa si avvita sulla Grecia, intorno il mondo finanziario rischia di crollare. La bolla speculativa che sta “scoppiando” in Cina, infatti, è un Moloch gigantesco che la crisi ellenica rischia di apparire come una piccolo sbucciatura sul ginocchio rispetto ad un intervento a cuore aperto. Basti pensare – come ricorda Federico Rampini su Repubblica – che in tre settimane la Borsa di Shangai ha bruciato capitali per 2.500 miliardi di euro: undici volte il prodotto interno lordo della Grecia e sei volte il suo debito pubblico. Continua a leggere
di Alberto Toro
Il conto in rosso? No il conto rosso. Anzi il conto rosso in rosso. Se i nodi vengono al pettine, i bilanci vanno a puttane: e guarda caso sotto processo c’è quel complesso sistema politico-finanziario-bancario che da sempre orbita intorno al Pci poi piano piano trasformatosi in Pd. Continua a leggere
di Eduardo Palumbo
Che ci crediate o no, questa volta il gelido, freddo, “finto” Europarlamento di Strasburgo, ha mostrato un’anima, un cuore. Lo schiaffo della piccola, residuale, viziata e scombinata Grecia allo strapotere dell’eurocrazia, ha suscitato un moto d’orgoglio, un riscatto, forse una speranza. Sia chiaro: non è che l’Europa istituzionale si sia convertita tutta sulla strada di Syriza, certo che no, ma vivaddio, una volta tanto la discussione verte per davvero su qualcosa di concreto, vitale, reale e non sul formaggio senza latte, sulla funzionalità degli orinatoi e la grandezza delle vongole. Continua a leggere
di Ernesto Santovito
Arrivano con i barconi. Partono in aereo. C’è una mobilità sfrenata in Italia, gente che va, gente che viene. Solo che ad andare sono gli italiani, spesso molto spesso i cosiddetti “cervelli” e ad arrivare sono i disperati del Corno D’Africa, profughi che scappano dalla guerra in Libia, africani che muoiono di fame e si giocano il futuro su un gommone, alla ricerca di una speranza. E il dato sconcertante è che gli italiani che cercano fortuna altrove, sono più dei migranti che arrivano da noi.
di Carlotta D’Amato
“Ho tre macchinine. Sfrecciano sul pavimento. Velocissime. Una è rossa. Una è verde. Una è gialla. La verde mi piace. È la mia preferita. Piacciono anche alla mamma, le macchinine. Mi piace quando la mamma gioca con me con le macchinine. La sua preferita è la rossa. Oggi è seduta sul divano a guardare il muro. La macchinina verde sfreccia sul tappeto. Poi la rossa. Poi la gialla. Sbam! Ma la mamma non vede…” Comincia così “Grey”, le cinquanta sfumature viste da lui… Continua a leggere
di Mino Cucciniello
Dopo la grande serata di due anni fa al Palazzo delle Civiltà di Roma organizzata per l’inaugurazione del nuovo negozio di via Condotti e dopo quella del 30 aprile svoltasi a Milano per festeggiare sia i suoi 40 anni di carriera sia l’apertura dei nuovi spazi espositivi (Armani/Silos perché quelli che oggi sono dei magnifici locali un tempo erano utilizzati per la conservazione dei cereali) re Giorgio Armani per presentare la sua ultima borsa della linea “Le sac” (borsa disponibile in tre grandezze) ha scelto la sua bella e ricercata boutique di via Camerelle a Capri. Continua a leggere