di Roberto Olivieri
La prima volta che corri, senza fermarti mai, per 30 minuti interi, ti senti distrutto. E avrai corso quattro chilometri, nella più rosea delle ipotesi. Continua a leggere
di Roberto Olivieri
La prima volta che corri, senza fermarti mai, per 30 minuti interi, ti senti distrutto. E avrai corso quattro chilometri, nella più rosea delle ipotesi. Continua a leggere
di Gianpaolo Santoro
Ha un passato in pantaloncini corti e fazzoletto intorno al collo. Boy scout, insomma. Ha un’attrazione fatale per riflettori e televisione, una sorta di dipendenza. Del resto da giovanissimo partecipò ad un telequiz, canali Mediaset ovviamente Continua a leggere
di Gerardo Mazziotti
Su Agenzia Radicale del 4 luglio 2007 ho scritto che nei momenti di bisogno non si può che ricorrere a vendere gli ori di famiglia. E che gli ori del nostro paese sono costituiti dalle centinaia di migliaia di tele, sculture, mobili e oggetti vari il cui valore è stato stimato alcuni anni fa in molte centinaia di migliaia di miliardi di lire. Continua a leggere
di Gianpaolo Santoro
Gioco, partita, incontro. Siamo in un mondo di matti. Senza memoria. Ciclicamente riscopriamo vecchie degenerazioni, le spolveriamo, le aggiorniamo un po’ e gridiamo allo scandalo. C’è sempre qualcuno pronto a stupirsi, a spostare più in alto l’asticella dello sdegno. Anche nello sport. Anche nel mondo delle scommesse. Come sta succedendo oggi nel tennis. Continua a leggere
di Giovanni Pasàn
In tanti si chiedevano che cosa spingesse ad andare a Bruxelles e Strasburgo, in un europarlamento che si occupa del raggio di curvatura delle banane, del diametro dei cetrioli e dell’uso delle camicie da notte, tutti argomenti scottanti a cui sono state dedicate ore e ore di dibattiti dagli eurolegislatori. Ed ecco allora che il rapporto diffuso da Transparency International ci offre uno spaccato completamente diverso, una chiave di lettura particolare e, senza dubbio, istruttiva. Continua a leggere
di Gianpaolo Santoro
Quando si dice il destino. Nel giorno in cui Milano è attraversata dai metalmeccanici della Fiom di Landini, lo zoccolo duro del sindacato, che minaccia di occupare le fabbriche rigettandoci indietro di trent’anni, nel giorno in cui il Senato vota una delega tanto ampia quanto bianca a Renzi per disciplinare, regolamentare, inventare e costruire il nuovo mercato del lavoro, il cosiddetto Jobs Act nel giorno in cui insomma il Paese si divide ancora sull’ideologizzato inutile totem dell’articolo 18 rispolverando i vecchi conflitti di classe, i padroni e gli operai, ecco che come d’incanto l’uomo che ha sconvolto in Italia in buona parte le relazioni industriali annuncia che il suo compito è finito e che alla fine del suo mandato quinquennale lascerà.
di Gerardo Mazziotti *
Ha ragione Luigi de Magistris a non dimettersi da sindaco dopo la condanna del Tribunale di Roma. Tutti i cittadini sono da ritenersi innocenti fino a quando la Cassazione non avrà sentenziato il contrario. Continua a leggere
di Gianpaolo Santoro
Ricordate Il codice Stravinci (http://ilnapoletano.org/2014/08/il-codice-stravinci/) quando cercammo di descrivere un pezzo di recente storia italiana grazie ai retroscenisti, coloro che raccontano la cosiddetta politically incorrect, quella sussurrata e che non si può dire, a volte fantasiosa, a volte romanzata ma, non per questo, del tutto inventata. E non solo perché A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca… come diceva Giulio Andreotti, ma perché di questo si parla, si discute, ci si confronta, si fantastica, nelle stanze del potere. E, soprattutto, in quelle affianco. Continua a leggere
di Gianpaolo Santoro
La politica è stata definita la seconda più antica professione del mondo. E certe volte assomiglia molto alla prima diceva Ronald Reagan che era un politico saggio, con le idee molto chiare. E faceva politica in un Paese schematico, Conservatori da una parte, Democratici dall’altra. Se l’avesse fatta in Italia, probabilmente fra la politica e la più antica professione del mondo non avrebbe fatto alcun distinguo. Continua a leggere
di Gianpaolo Santoro
‘A Forrestal, ‘a Forrestal… La voce si spargeva in un attimo, l’arrivo della portaerei nel porto, pur essendo una consuetudine, era sempre una festa. L’economia del vicolo, si trasformava in quei giorni nell’economia della grande nave, arrivavano i dollari, scattava il piano accoglienza. Continua a leggere