di Gerardo Verolino
Uscivamo dagli anni di piombo ed entravamo nella Milano da bere. C’è sempre uno slogan, una foto, un frammento, una canzone, un evento, una poesia, un personaggio, che caratterizzano un’epoca intera.
di Gerardo Verolino
Uscivamo dagli anni di piombo ed entravamo nella Milano da bere. C’è sempre uno slogan, una foto, un frammento, una canzone, un evento, una poesia, un personaggio, che caratterizzano un’epoca intera.
di Marcello Lala –
Pristina annuncia che al tavolo dei negoziati con Belgrado si siederanno direttamente gli americani, ma il team serbo in questo caso ha annunciato a sua volta che chiederà alla Russia di partecipare alla trattativa. Continua a leggere
di Emiddio Novi
Trump ha decretato la fine delle migrazioni incontrollate negando la cittadinanza americana a 800mila giovani figli di immigrati irregolari, giunti negli Stati Uniti spesso da soli e appena adolescenti. Li definivano “dreamers (sognatori)” perché sognavano la cittadinanza americana e una direttiva di Obama li proteggeva dal rischio del rimpatrio. I media fanno appello alla generosità del popolo americano, alla sua storia di popolo di immigrati, alla natura stessa della specificità del melting pop che integra e accoglie. Continua a leggere
di Emidio Novi
Il mondialismo ha perso la battaglia decisiva della guerra che aveva scatenato contro le nazioni, i popoli, le sovranità. L’arma letale che doveva risolvere le sorti della guerra era quella dell’immigrazione, vera e propria bioarma. Continua a leggere
di Adolfo Mollichelli
Erano undici anni che l’Italia non perdeva una partita di qualificazione, 56 risultati utili consecutivi. A Madrid la Spagna ci ha ricondotti sulla terra. Con tre sberle che fanno male. E buon per noi che le furie rosse non abbiano insistito altrimenti saremmo stati sepolti da una valanga di gol. Continua a leggere
di Gerardo Verolino
Sarà per l’effetto delle scie chimiche. O semplicemente a causa dei gas di scarico automobilistici, ma l’estate del 2017, passerà alla storia come una delle più paranoiche e bizzarre che abbiamo avuto in Italia e nel Mondo. Basta guardare all’America, un Paese ricco e in buona salute, pervaso da un’orda iconoclasta che sta mettendo in discussione tutti i suoi eroi in nome di un supposto politically correct per cui, la gente, si sente in diritto di discutere i comportamenti più o meno legittimi di un eroe come il generale confederato Robert Lee, e di abbatterne la statua. Continua a leggere
di Marcello Lala
Gli Usa premono per un Kosovo indipendente e forte non capendone la pericolosità. Il Kosovo sembra essere all’improvviso la priorità assoluta per l’occidente e soprattutto per gli americani. Ed allora l’occidente sta lavorando alla creazione di uno stato debole nel cuore dei Balcani investendo ingenti somme di danaro e di aiuti evitando di affrontare i temi caldi ancora sul tappeto che lo riguardano. Continua a leggere
di Valerio Caprara
Nel momento più intenso della guerra fredda tra cinema italiano e cinema americano, inasprito dall’egemonia della critica post-neorealistica, il nome e i film di Jerry Lewis rappresentavano uno dei punti di massima polemica. Infatti al grande successo e alla straripante popolarità di The ID (come lo chiamavano i fan abbreviando l’affettuoso nomignolo “The Idiot” ) in patria, corrispondeva da noi la diffusa idea di un comico banale, insulso, esponente perfetto della tipica demenzialità americana. Continua a leggere
di Mino Cucciniello
Una bomba d’acqua. Quest’anno per Cortina agosto è iniziato decisamente male, con la devastazione del villaggio di Alverà. Anche un morto. L’intera comunità ampezzana si è stretta con grande solidarietà intorno ai suoi concittadini più sfortunati che hanno perso tutto. Continua a leggere
“Fosse per me risponderei ai terroristi disegnando e mettendo delle barriere con la forma del dito medio di Cattelan”, replica Mimmo Paladino, pittore, scultore e incisore, tra i vertici della Transavanguardia e con opere esposte in alcuni dei principali musei del mondo come il Metropolitan Museum of Art (noto anche come “The Met”) di New York. “All’orrore si dovrebbe rispondere anche così, ricorrendo a molta ironia, qualcosa che gli estremisti di certo non capiscono”, spiega. Continua a leggere