Archivio della categoria: Copertina

“Ma che ne sai se non hai fatto il piano bar…”

di Mino Cucciniello

Ma che ne sai se non hai fatto il piano bar…” era l’allegro refrain di una canzone che al festival di Sanremo del 1995 cantavano Gigi Proietti, Peppino di Capri e Stefano Palatresi. Volevano far conoscere le magiche atmosfere dei night club, le luci diffuse, la musica che ti accompagnava. Quei locali dove si poteva anche parlare, conoscersi.  Un po’ quello che sto cercando di fare anche io ricostruendo la vita dei maggiori locali che hanno caratterizzato la vita notturna napoletana. Nella prima puntata di questo viaggio “Quando il lungomare era prigioniero dei night club” ho raccontato alcuni dei più noti locali che c’erano a Napoli tra il 1950 e la metà degli anni sessanta, quando protagonista di questa movida dell’epoca era un pubblico composto da persone più vicine ai trenta che ai vent’anni, e dove in giro di notte c’erano anche i quarantenni ed i cinquantenni ed anche più. La notte, una volta, non era appannaggio dei giovanissimi. Continua a leggere

L’ultimo sospiro del Venezuela

 di Carlo Alberto Paolino

Il caos, la fame, la rabbia, il dolore. E la speranza che muore giorno dopo giorno. Il Venezuela è allo stremo. Non si placano le manifestazioni  sotto il “regime” di Nicolas Maduro e contro Il suo cosiddetto “Socialismo del XXI Secolo” quello teorizzato da Hugo Chavez, che  attuando un sistema di economia pianificata,  e solo sostenuta dalla vendita di greggio (il Venezuela è uno dei paesi con le maggiori riserve del mondo), si sta  sbriciolando con crollo  dei prezzi del petrolio portandolo sull’orlo del baratro. L’attività economica è così precipitata: nel giro degli ultimi due anni il numero delle piccole e medie imprese è diminuito da 750.000 a circa 250.000. Continua a leggere

Harakiri Nagatomo

di Adolfo Mollichelli

Avendo volato alto nel cielo della capitale, l’Aquila di Lotito ha confezionato un regalone per il Ciuccio di Aurelio Primo: la possibilità di avvicinare il secondo posto che vuol dire Champions diretta. Roma/Roma/Roma core infranto de ‘sta città a cinque stelle che non sono frutti di scudetti a gogo. Occasione troppo ghiotta perché quel volpone di zio Maurizio (copyright Diego Armando Maradona) se la lasciasse scappare. E allora gol di Callejon su lancio di Insigne e harakiri di Nagatomo che svirgola goffamente facendo imprecare Zhang: ma come, un nipponico in una squadra cinese, e che ci fa? Continua a leggere

Quando il lungomare
era prigioniero dei night club

di Mino Cucciniello

Qualche mese fa, precisamente l’undici febbraio, La Mela ha compiuto i suoi primi cinquanta anni. Il night di via dei Mille con la sua apertura rinnovò i tradizionali schemi dei tanti night – dancing che funzionavano a Napoli, città da sempre molto mondana, dove sin dagli albori degli anni cinquanta si respirava aria di dolce vita già molto prima di quella romana alla quale si sarebbe ispirato Federico Fellini per il suo celebre film. Continua a leggere

Mezzogiorno di fuoco

di Ernesto Santovito

Sarri si sa ama la notte. “Giocare a mezzogiorno mi fa schifo”. Il profeta con la tuta l’aveva detto un mese fa che lui questa partita all’ora dell’aperitivo non  la voleva giocare. Eppure sino ad ora per il suo Napoli  mattiniero le statistiche stagionali erano lusinghiera, vittorioso due volte su due, esattamente l’opposto del Sassuolo sconfitto tre volte su tre. Mezzogiorno di fuoco doveva essere e mezzogiorno di fuoco è stato. Continua a leggere

Un chiodo nell’anima

di Gianpaolo Santoro

C’è un passo nell’Apocalisse, quello straordinario documento dove Oriana Fallaci intervistava se stessa, che mi è rimasto impresso in modo indelebile. Un chiodo nell’anima. “…M’era parsa un’icona quell’immagine diffusa da Hamas. Una voluta imitazione dei dipinti dove Maria Vergine appare col Bambino Gesù al posto del kalashnikov. Al posto dell’Rpg (un lanciagranate portatile anticarro di fabbricazione russa ndr) una colomba. Imitazione voluta, si, e subito m’erano tornati alla mente i bambini palestinesi che negli anni Settanta (io li ho visti) l’Olp di Arafat addestrava nei campi del Libano o della Giordania. Bambini così piccoli, spesso, ricordo, che il kalashnikov lo reggevano a fatica e l’Rpg non riuscivano a infilarlo dentro la canna…” Continua a leggere

Doppietta Insigne e pepe

di Ernesto Santovito

Lorenzino, con la faccia da bambino, si sta prendendo a dispetto di tutto e di tutto il Napoli del dopo Higuain, una squadra senza un vero leader e se lo sta prendendo gol dopo gol, meches dopo meches, riflessi nei capelli e nell’animo di una tifoseria che, diciamo la verità, non l’ha mai amato del tutto, per quella diffidenza che spesso accompagna il ragazzino della porta accanto. Nemo profeta in patria, una verità raccontata in tutti e quattro vangeli che sentenzia che “Nessuno è profeta nella propria patria”. Continua a leggere

La resa dei conti

di Adolfo Mollichelli

Bello e impossibile il Napoli si leva lo sfizio di battere la Juve che si guadagna la finale del 2 giugno (festa della Repubblica, c’è ancora) avversaria la Lazio dell’Inzaghi buono in panchina: Simone meglio di Pippo. Bello, perché gioca con la levità e l’intensità di un Barcellona. Impossibile, perché tanta bellezza rischia di essere sterile. Partita emozionante, maschia (si usa dire), in realtà piuttosto cattivella da entrambi le parti. Quante emozioni un calcio ad un pallone. E agli stinchi. Continua a leggere