Archivio della categoria: prima-pagina

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IO VOTO NO

   di Emiddio Novi

Domenica è una giornata che farà la storia. Per questo Renzi e la falsa opposizione del M5S  stanno facendo di tutto per ridurre un conflitto storico in una rissa di cortile sui cosiddetti costi della politica e altre scemenze. Invece ci stiamo giocando non solo il futuro del Paese e quello dell’Europa Continua a leggere

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Achtung, Frau Petry bacchetta la Merkel

di Eduardo Palumbo

Trema Angela trema. La sconfitta elettorale in Meclemburgo-Pomerania, non è una sconfitta come le altre, la Cancelliera ha alzato bandiera bianca nel suo collegio elettorale, l’inizio inevitabile della fine. Trema Angela trema. La nuova donna della politica tedesca è Frauke Petry, la Le Pen tedesca, che con Alternative für Deutschland (Alternative per la Germania) ha conquistato l’ennesimo parlamento regionale. Ormai è il nono su sedici Continua a leggere

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La terra trema di vergogna

di Gianpaolo Santoro

La terra si è rimessa a tremare nel cuore della notte, nel cuore dell’Italia. Ad Amatrice e Accumoli (Rieti) e ad Arquata e Pescara del Tronto (Ascoli). Come in Irpinia, come a L’Aquila, come in Emilia Romagna, come mille altre volte in questo paese fragile e friabile, ormai indifeso, marchiato e segnato da zone altamente sismiche e da speculazioni e costruzioni fuorilegge. Questo è il sedicesimo sisma che ha superato la magnitudo 6 della scala Richter in Italia, una scossa di tale violenza che, dalle nostre parti, non resta che fare il segno della croce Continua a leggere

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A mare con Salgari

di Mimmo Carratelli

A Capri i sindaci litigano per il traffico e per fare la pace deve intervenire addirittura il prefetto. A Ischia vogliono chiudere una scuola e c’è casino per l’ospedale, sotto il sole di luglio più di tremila persone sono scese in piazza per difendere il vecchio Rizzoli, la struttura sanitaria voluta da patron Angelo, cinema e giornali, imprenditore di altri tempi. Sarà una mia sensazione ma ovunque mi giro, da queste parti manca il sorriso. E allora sapete che faccio? Me ne vado all’isola di Sandokan, la terza più grande al mondo, un paese a cavallo dell’equatore con gli oranghi che hanno il dna simile a quello dell’uomo, dove si incontrano gli elefanti pigmei, le scimmie nasiche e le civette zibetto con la coda a strisce. Ed ancora la fattoria dei coccodrilli e il fiore più grande del mondo… Continua a leggere

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Il cinepappone della Filmaurito

di Gianpaolo Santoro

Rissoso e irascibile come Pepeye. Ma almeno Braccio di ferro, nonostante i suoi ottantasette anni è simpatico. Lui, invece no. Tutt’altro. Atteggiamenti da guascone, uno volta vuole picchiare un tifoso deluso, un’altra quasi un poliziotto che si rifiuta di fargli da facchino, Aurelio De Laurentiis, il re del cinepanettone, cinepappone, come lo chiamano a Napoli, ha la simpatia di una biscia. Anzi lui crede di essere addirittura un biscione, quello dell’Inter Continua a leggere

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Sostiene Portogallo

di Adolfo Mollichelli

 Alé le Bleus? Rien ne va plus! Chissà dove è finito il bus tricolore con la scritta Campioni d’Europa che avrebbe dovuto portare in giro per i Campi Elisi Napoleone Deschamps e la sua truppa. La Francia spocchiosa fregata in casa sul più bello dal Portogallo che dodici anni fa subì sorte identica inchinandosi alla Grecia: Lisboa antigua y amarga. Casa, perfida casa. Portugal campeao, Fernando Santos (subito) entrenaidor con laurea in ingegneria elettronica che entra nella storia Continua a leggere

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Il bluff di Matteo

 di Ottorino Gurgo

 A volte la politica assume aspetti paradossali, si muove, cioè, secondo logiche contraddittorie, incongruenti, all’apparenza irragionevoli. Dice Matteo Renzi: l’Italicum, cioè la nuova legge elettorale, non si tocca. E, attestato su una linea di assoluta intransigenza, respinge la proposta di quella parte, meno rigida, dell’opposizione, che sarebbe disposta ad appoggiare o, quantomeno, a non contestare il via libera alla riforma costituzionale renziana nel prossimo referendum di ottobre; referendum  che il presidente del Consiglio ha trasformato in una sorta di ordalia, vale a dire in una prova decisiva per stabilire la sopravvivenza o meno del suo governo.

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