Archivio mensile:Novembre 2015

Ma un coglione
può essere il cervello?

 di Gianpaolo Santoro

C’è una cosa che mi turba da qualche giorno e che ha reso ancora più drammatica, insopportabile, inconcepibile la mattanza di Parigi, l’eccidio al Bataclan, il terrore, l’orrore, le camere riunite a Verasailles per la dichiarazione di guerra, l’incontro dei grandi del mondo ad Antalya, gli uomini che hanno in mano il nostro futuro ma anche la dignità del nostro passato. C’è una cosa che al di la delle fragili storie di giovani vittime stroncate in un locale storicamente sotto il mirino perché di ebrei e vicino alle battaglie degli ebrei (e che non era difficile, quindi, prevedere potesse essere un grande tiro al bersaglio come lo era del resto anche Charlie Hebdo) che mi disturba profondamente e alla quale coscientemente mi rifiuto di credere: è possibile che una manciata di invasati ragazzini pur armati fino ai denti possano tenere in scacco un intero Paese, un intero continente, non per pochi minuti ma addirittura per sei giorni?

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“Il delitto Grimaldi”
Dal 19 novembre in edicola con il Mattino

L’ultimo appuntamento di Noir Napoletano (giovedì 19 novembre in edicola con il Mattino) è “Il delitto Grimaldi” di Mimmo Carratelli. L’uccisione della first lady “che si mangiava il mondo a morsi” appassionò tutta la città, una vicenda dove si intrecciavano la Napoli bene e quella della camorra, dove si mescolavano ambizione, soldi, amore, gelosia. Una fiction. Ma fu una drammatica realtà.

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Ultimissimi

  di Valerio Caprara

Teneri transessuali da pubblicità progresso, giovani delatori, ricchi ipocriti anche se di facciata progressisti, anziani uggiosi e conformisti, maschilismo a gogò, guerra tra poveri e cittadini che tardano troppo a incazzarsi: tutto vero e verosimigliante, va da sé, ma costruito a colpi d’inutili ridondanze, discutibili sovrapposizioni musicali e tonalità svarianti fuori misura dal comico al melodrammatico. Ecco “Gli ultimi saranno ultimi”  di Massimiliano Bruni con Paola Cortellessi, Alessandro Gassman, Fabrizio Bentivoglio e Stefano Presi

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La Guerra non è un videogioco

 di Giuseppe Merlino 

 E’ quasi un anno e mezzo che la Siria l’Irak sono bombardate. Ma quali sono i risultati? La verità è una e una sola: non si vince una guerra con la sola campagna aerea. Non bastano gli airstrike. Ci sono, è vero, i tre alleati a terra: i curdi, l’esercito iracheno e “i ribelli siriani addestrati dagli americani”. Ma è un apporto insufficiente. La Francia è in guerra”. François Hollande lo ha detto senza mezzi termini alle Camere dopo gli attentati di Parigi. E chiede l’intervento degli alleati europei per una solidarietà attiva. Ma serve un salto di qualità del conflitto. Solo bombardare non serve. O quanto meno non basta. Putin è pronto. Obama no.

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A colpi di Magli

 di Carlo Paolo Visconti

Non solo Oriana. C’è un’altra donna che non ha mai avuto paura di gridare il suo sdegno, di andare controcorrente nel fiume del conformismo del politicamente corretto (“  la forma più radicale di lavaggio del cervello che i governanti abbiano mai imposto ai propri sudditi“) nel tentativo di difendere la cultura del Vecchio e addormentato Continente, nell’alzare il dito contro la sfrenata immigrazione, la retorica della multicultura, dalle facili, insensate molto spesso, accuse di razzismo, la libertà di dire che lo Ius Soli è errore enorme, che è un’usanza di tremila anni fa quando un emigrante arrivava per caso su un terreno che non era il suo e lo si vuole applicare oggi quando riguarda spostamenti di milioni di persone…   Continua a leggere

Siamo disposti a batterci?
Ma se non domiamo neanche i nostri califfi

 di Giampaolo Pansa

Noi occidentali, noi italiani siamo disposti a batterci? E per che cosa? Se penso all’Italia del 2015 mi sento tremare. Vedo nel mio paese un governo che non sa domare neppure i califfi di casa nostra. Guidato da un ceto politico che vuole soltanto accrescere il potere del proprio cerchio magico. Vedo il dilagare del menefreghismo, della corruzione, dell’evasione fiscale, dell’assenteismo. Vedo un territorio sfasciato, scuole che vanno in pezzi, città senza acqua potabile. Vedo finti statisti e aspiranti dittatori. Vedo montagne di promesse a vuoto. Vedo molta boria, e ras arroganti che spingono sulla scena battaglioni di cortigiani. Vedo penalizzare la competenza e mettere da parte l’esperienza onesta. Gli altri, quelli di Allah è grande, sono feroci. Hanno scatenato la guerra a Parigi. E prima o poi tenteranno di portare il terrore anche in Italia. Continua a leggere

Questa di Marinella
è la storia nuova…
Un negozio al femminile

 di Mino Cucciniello

 Continua l’Amarcord del salotto chic della città. dopo aver ricordato qualche mese fa i negozi che c’erano una volta tra Santa Caterina a Chiaia, via Filangieri e via dei Mille e le storiche ed eleganti ditte, che per fortuna, ci sono ancora, questa volta, invece, accenderemo i riflettori  su quelle attività commerciali, che furono fiore all’occhiello di Napoli, e che si trovavano tra via Domenico Morelli, piazza dei Martiri e via Calabritto. Continua a leggere

Il sangue & la menzogna

 di Giuseppe Crimaldi

La menzogna a mente fredda. Ora che i contorni della tragedia hanno assunto contorni più netti, ora che il sangue versato a Parigi ci fa sentire tutti ugualmente esposti al pericolo, ecco mettersi in moto la macchina della menzogna e del fango. E’ la stessa che conoscemmo dopo l’11 settembre del 2001, all’indomani degli attentati alle Torri Gemelle di New York; la stessa che per decenni ha distorto la realtà dei fatti, quando quei fatti venivano raccontati con evidente malafede da chi intingeva il pennino nell’inchiostro dell’odio. Continua a leggere